L'Unione Europea intensifica il suo impegno in Armenia con il lancio della Missione di partenariato, formalmente istituita il 21 aprile 2026. Si tratta di un'operazione civile e consultiva che rientra nel quadro della Politica di sicurezza e di difesa comune, con l'obiettivo di potenziare la capacità di Yerevan nel fronteggiare minacce sempre più sofisticate nel panorama della sicurezza contemporanea.
La missione, che avrà una durata iniziale di due anni, non rivestirà carattere esecutivo e non parteciperà direttamente ai processi decisionali delle autorità armene. Sarà invece composta da specialisti inviati dagli Stati membri dell'Ue, i quali offriranno consulenza strategica, know-how tecnico e supporto concreto per il consolidamento delle strutture istituzionali nazionali. L'intervento europeo si concentrerà su tre ambiti critici: la difesa dagli attacchi cibernetici, il contrasto alla manipolazione e interferenza informatica straniera, e il tracciamento dei movimenti di denaro illegale.
L'iniziativa arriva in un momento delicato per la regione caucasica. La settimana precedente, l'Ue aveva già presentato un ampio pacchetto di assistenza economica e politica destinato all'Armenia, esplicitamente concepito per contenere l'influenza russa sul territorio. Questo nuovo dispiegamento di esperti rappresenta dunque un consolidamento della strategia europea verso uno dei Paesi più vulnerabili della zona.
Kaja Kallas, Alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri, ha commentato positivamente l'iniziativa: "Gli specialisti europei affiancheranno le autorità armene nel gestire le sfide legate alla criminalità informatica e alla disinformazione, oltre a collaborare per interrompere i canali di finanziamento illegale". La dichiarazione sottolinea come la mossa risponda a una strategia coerente di consolidamento delle capacità difensive armene in ambito ibrido, dove il confine tra guerra convenzionale e operazioni di intelligence digitale risulta sempre più sfumato.