L'Unione europea ha acceso i riflettori sulla ricostruzione di Gaza con un'iniziativa coordinata che coinvolge le principali potenze continentali. Durante l'assemblea del Palestine Donor Group, Bruxelles ha presentato la "Team Gaza Initiative", un meccanismo pensato per orchestrare gli interventi internazionali nel territorio palestinese devastato. Italia, Francia, Germania, Spagna e altri dieci Paesi hanno sottoscritto questo impegno collettivo, promettendo risorse per un totale di 883,6 milioni di euro nella fase iniziale.

L'iniziativa rispecchia gli orientamenti delineati nel Gaza Peace Plan e dalla risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Si basa su una valutazione congiunta condotta a livello internazionale l'anno scorso da Bruxelles, dalle Nazioni Unite e dalla Banca mondiale, che ha mappato i danni e le necessità più urgenti. I progetti finanziati spazieranno dalla riapertura dei servizi idrici e sanitari fino alla gestione dei rifiuti, passando per il ripristino dei sistemi energetici, alimentari e agricoli. La commissaria responsabile, Šuica, ha già avviato negoziati con Israele e l'Autorità palestinese per accelerare due progetti specifici riguardanti l'approvvigionamento idrico e lo smaltimento dei rifiuti.

A margine dell'assemblea, dodici Paesi europei insieme alla Commissione hanno stanziato ulteriori 41,7 milioni di euro destinati all'Autorità palestinese tramite il meccanismo Pegase, uno strumento di trasferimento fondi con rigorosi controlli di trasparenza. Roma figura tra i sottoscrittori di questo accordo. La Commissione si è inoltre impegnata a versare 310 milioni in ulteriore sostegno per il biennio 2026-2027 attraverso lo stesso canale. Dall'istituzione di Pegase nel 2008, il dispositivo ha complessivamente canalizzato 3,8 miliardi verso la popolazione palestinese.

All'incontro di martedì hanno partecipato 65 delegazioni internazionali, tra cui ministri dei governi Ue, rappresentanti di organizzazioni globali e istituzioni finanziarie. Alla guida dei lavori, la già citata Šuica insieme al primo ministro palestinese Mohammad Mustafa. Per la prima volta hanno preso parte anche Nikolay Mladenov, presidente del Board of Peace, e Ali Shaath, a capo del comitato amministrativo di Gaza. L'iniziativa registra inoltre l'interesse di altri attori globali come Australia e Canada, che hanno manifestato l'intenzione di entrare nel progetto.

L'operazione rappresenta il tentativo più strutturato finora compiuto dalla comunità internazionale per affrontare la crisi umanitaria e infrastrutturale a Gaza con un approccio coordinato e trasparente, coinvolgendo istituzioni finanziarie e governi in un quadro comune di riferimento.