Il governo italiano passa al contrattacco sulla gestione delle istituzioni finanziarie. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha comunicato che la prossima settimana sarà dedicata alla soluzione della questione relativa alla presidenza della Consob, l'ente di vigilanza sui mercati finanziari. Una dichiarazione che arriva in un momento di particolare attenzione verso il futuro assetto delle autorità di controllo nel Paese.
Parallelo al dossier Consob, il ministero continua a spingere sulla nomina italiana alla guida dell'Esma, l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati. In questa partita, il candidato sostenuto dall'Italia è Carlo Comporti, figura di primo piano nel panorama della vigilanza finanziaria nazionale. Gli sforzi diplomatici del governo non si fermano e proseguono per rafforzare la posizione tricolore a Bruxelles.
Dal lato dell'esecutivo arriva anche una risposta alle critiche che circolano da settimane. Fabio Freni, vice ministro dell'Economia, respinge con nettezza la narrazione secondo cui la Commissione europea sarebbe in una sorta di stallo durante il periodo transitorio. Secondo Freni, questa interpretazione non corrisponde alla realtà dei fatti e non tiene conto dell'operatività effettiva delle istituzioni. Un'affermazione che mira a ridimensionare le polemiche sulla presunta immobilità dell'Unione.
La settimana che sta per iniziare si prospetta quindi cruciale per almeno due fronti delicati della politica economica italiana. Da un lato c'è la necessità di garantire continuità e stabilità alla Consob, ente fondamentale per la salute dei mercati nazionali. Dall'altro lato rimane aperto il dossier internazionale con la corsa per posizionare Comporti in una delle sedi di maggior prestigio della vigilanza europea.
Gli sviluppi attesi nei prossimi giorni potranno fornire indicazioni importanti sulla capacità del governo di gestire contemporaneamente sfide domestiche e manovre di influenza nelle sedi sovranazionali. Intanto, il mercato azionario italiano continua a registrare massimi storici, anche se il numero delle società quotate nel segmento principale della Borsa ha subito contrazioni significative negli ultimi tempi, con un'assenza quasi totale di nuove operazioni di collocamento.