L'Italia alza la voce nei corridoi europei a favore della Serbia. Nel corso del Consiglio degli Affari esteri riunito a Bruxelles, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha contattato telefonicamente il presidente serbo Aleksandar Vučić per comunicargli il sostegno italiano all'apertura del terzo cluster nei negoziati di adesione del Paese balcanico all'Unione Europea. Un segnale importante che riafferma l'impegno di Roma nel promuovere l'integrazione europea dei Paesi dei Balcani, che Tajani considera essenziali per la riunificazione del continente.

Secondo il capo della diplomazia italiana, la strada tracciata dalla Serbia rappresenta solo l'inizio di un processo più ampio. Tajani ha infatti sottolineato come il Montenegro e l'Albania stiano ormai concludendo o abbiano già concluso i rispettivi percorsi di adesione. Una volta consolidate queste integrazioni, l'attenzione dovrà necessariamente spostarsi verso le candidature di Ucraina e Moldavia, due Paesi cruciali per la stabilità dell'Europa orientale in questo momento particolarmente delicato.

Tuttavia, il cammino della Serbia verso Bruxelles non è privo di ostacoli. Otto Stati membri hanno infatti manifestato le proprie riserve rispetto all'apertura di nuovi capitoli negoziali per il Paese balcanico: Belgio, Bulgaria, Croazia, Estonia, Finlandia, Lituania, Paesi Bassi e Svezia hanno segnalato preoccupazioni significative riguardanti il rispetto dei principi dello stato di diritto a Belgrado. Una posizione che riflette il dibattito più ampio sui standard democratici e sulla governance nei Paesi in via di adesione, tema sempre più centrale nei lavori dell'Unione.