Una svolta nelle vicende giudiziarie che hanno scosso la famiglia reale norvegese. Marius Borg Hoiby, figlio della principessa erede al trono Mette-Marit, potrà tornare a casa con il monitoraggio di un braccialetto elettronico, dopo trenta giorni trascorsi in custodia carceraria. La decisione arriva in attesa della fase di appello del suo procedimento penale, una misura che rappresenta un significativo allentamento della restrizione della libertà personale nei suoi confronti.

Il giovane di 29 anni affronta accuse molto gravi: due episodi di violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti di un'ex partner. Condannato in primo grado un mese addietro, Hoiby ha però sempre negato le responsabilità che gli vengono contestate e ha immediatamente impugnato il verdetto dinanzi alla corte superiore, scelta che lo ha mantenuto in detenzione fino a questo momento.

La concessione degli arresti domiciliari è stata supportata da motivazioni di natura personale e familiare. Il giovane ha sottolineato le difficoltà che la sua famiglia sta attraversando, in particolare le precarie condizioni di salute della madre, la principessa Mette-Marit, attualmente in fase di ripresa a seguito di un delicato trapianto polmonare. Secondo quanto riportato dalla televisione pubblica norvegese Nrk, Hoiby ha dichiarato: "La mia famiglia ha affrontato un periodo assai complicato. Tutta la famiglia sostiene mia madre". Ha aggiunto inoltre che l'impossibilità di stare vicino alla genitrice durante questo momento critico rappresenta per lui una sofferenza considerevole.

La situazione continua dunque a restare al centro dell'attenzione mediatica internazionale, dato lo status della principessa Mette-Marit all'interno della monarchia norvegese. I prossimi sviluppi nel procedimento d'appello potranno chiarire ulteriormente la posizione del giovane e l'esito delle accuse che deve affrontare.