L'Italia produce oltre la metà del riso europeo, eppure il comparto risicolo nazionale attraversa una fase critica. A lanciare l'allarme è Mariateresa Vivaldini, deputata al Parlamento europeo di Fratelli d'Italia, intervenuta durante un convegno presso l'Eurocamera dedicato alle sfide del riso italiano nel mercato continentale. Secondo Vivaldini, la competizione con i paesi del Sud-Est asiatico è marcatamente iniqua e mina la sopravvivenza di un'eccellenza agroalimentare italiana.
La situazione economica del settore è drammatica. Varietà prestigiose come il Carnaroli e l'Arborio hanno subito ribassi dei listini fino al 50% in dodici mesi, mentre parallelamente i costi dell'energia e dei combustibili hanno conosciuto rialzi significativi. Un'equazione insostenibile che schiaccia i produttori italiani tra domanda debole e spese operative in ascesa.
Vivaldini ha rivolto critiche dirette all'operato delle istituzioni europee. Alcuni mesi addietro, l'Unione europea ha rinnovato il sistema di preferenze generalizzate per un decennio, applicando dazi praticamente nulli per nazioni come Vietnam e Cambogia, mentre ha fissato una soglia di salvaguardia al 45%. L'eurodeputata italiana aveva proposto una protezione al 20%, ritenuta più equa, ma le sue istanze sono state ignorate. Nel voto, il Movimento 5 Stelle si è astenuto e il Partito Democratico ha interpretato la misura come cooperazione internazionale legittima.
Oltre agli squilibri tariffari, Vivaldini evidenzia questioni etiche strutturali. Nel Sud-Est asiatico, secondo la deputata, persistono violazioni sistemiche dei diritti lavorativi e diffusa manodopera minorile. Per questa ragione, sostiene, l'Europa dovrebbe esigere reciprocità negli scambi commerciali, proteggendo nel contempo i produttori nazionali e le loro eccellenze qualitative.
L'evento organizzato all'Eurocamera ha visto anche la partecipazione di due biologhe, Fiorella Belpoggi ed Elvira Tarsitano, che hanno ribadito l'esigenza di valorizzare il riso made in Italy. La questione rimane aperta a Bruxelles, con le istituzioni europee chiamate a riconsiderare equilibri commerciali che rischiano di penalizzare una filiera strategica per l'economia rurale italiana.