L'Europa accelera sulla difesa antimissile. Nella capitale francese si è riunita oggi la coalizione internazionale dedicata a contrastare la crescente minaccia rappresentata dai missili balistici, un tema divenuto centrale negli equilibri di sicurezza continentali. Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, ha partecipato all'incontro insieme alla presidente della Commissione europea, ribadendo l'urgenza di dotare il continente di sistemi difensivi all'altezza delle sfide contemporanee.

Secondo Costa, il vecchio approccio europeo non è più sufficiente. I missili balistici rappresentano un pericolo in costante aumento per la stabilità e la sicurezza dello spazio europeo, rendendo necessario un cambio di strategia deciso e coordinato tra i membri dell'Unione. La risposta non può essere frammentaria, ma deve coinvolgere tutti gli attori disponibili e competenti nel settore.

Una delle novità più significative riguarda il ruolo dell'Ucraina in questo processo. Costa ha evidenziato come le competenze acquisite dal paese nel corso del conflitto con la Russia rappresentino un patrimonio prezioso da integrare negli sforzi comuni europei. Kiev, infatti, ha sviluppato nel campo della difesa aerea un'esperienza concreta e aggiornata che può contribuire in modo sostanziale allo sviluppo di capacità comuni.

Il progetto faro lanciato oggi a Parigi si propone di creare una capacità europea unificata di difesa antimissile balistica, un obiettivo strategico che richiede investimenti significativi e coordinamento tecnologico tra i paesi aderenti. Costa ha accolto con favore l'avvio di questa iniziativa, considerandola un passo importante verso un'Europa più consapevole delle proprie vulnerabilità e determinata a colmarle.