La Francia ha fatto scattare l'allarme durante il vertice dei Paesi Volenterosi: Mosca avrebbe condotto una massiccia campagna di attacchi informatici ai danni di mezza Europa. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha accusato apertamente il Cremlino di operazioni di sabotaggio e spionaggio cibernetico, annunciando la convocazione immediata dell'ambasciatore russo a Parigi. Stessa mossa messa in atto dalla Germania, che ha richiamato il suo rappresentante diplomatico a Berlino. L'Unione europea non ha perso tempo e ha autorizzato sanzioni contro nove individui e quattro organizzazioni coinvolte in attività cyber-ostili, segnando un giro di vite senza precedenti contro Mosca nel settore digitale.

Secondo le informazioni diffuse da Bruxelles e dalla capitale francese, dietro gli attacchi si troverebbe il 16° Centro del Servizio federale di sicurezza russo (Fsb), noto per controllare il gruppo di hacker Turla. Questo organo avrebbe orchestrato una serie sistematica di operazioni dannose contro l'Unione europea, i suoi membri e alleati internazionali da anni, con un'intensità crescente. I bersagli confermati includono Francia, Germania, Polonia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Romania e Finlandia, oltre all'Ucraina, bersaglio prediletto delle operazioni russe.

I dettagli delle operazioni rivelano la portata dello spionaggio. In Francia, il gruppo russo avrebbe infiltrato reti governative strategiche sin dal 2010 e colpito il settore della difesa nel corso del 2025. La Germania è stata interessata da attacchi mirati a infrastrutture governative, mentre la Polonia ha subito operazioni di sabotaggio vere e proprie contro infrastrutture critiche, con presumibili risvolti negli strani incidenti che hanno colpito la rete ferroviaria polacca nelle scorse settimane. Secondo l'Alto Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas, le attività documentate includono infiltrazioni nelle reti di governo, interruzioni di servizi essenziali e operazioni di spionaggio coordinate.

La lista nera stilata da Bruxelles in cooperazione con il Regno Unito comprende sia criminali informatici che individui formalmente collegati a società private russe, oltre a funzionari dei servizi di intelligence. Non è il primo episodio di questo tipo: l'Europa ha già dovuto affrontare numerosi casi di operazioni ibride condotte dal Cremlino, inclusi recenti scandali legati a spie militari presso l'ambasciata russa in Italia. Tuttavia, questa volta la risposta coordinata degli alleati europei segnala un inasprimento della strategia difensiva collettiva contro le minacce cibernetiche russe.

Sulla fronte diplomatica, resta ancora aperto il negoziato sul ventunesimo pacchetto di sanzioni europee contro Mosca. Sebbene il testo sia stato sensibilmente limato e ammorbidito, alcuni nodi restano ancora irrisolti, in particolare le misure restrittive contro le navi metaniere che trasportano gas naturale liquefatto russo. L'Alto Rappresentante Kallas ha rassicurato che l'approvazione definitiva è imminente, ma il dossier rimane in sospeso tra le priorità dell'Ue.