Una decisione che complica ulteriormente la già tormentata situazione della famiglia Bolsonaro arriva dal tribunale brasiliano. Alexandre de Moraes, giudice della Corte suprema, ha emesso un provvedimento che vieta al senatore Flávio Bolsonaro di far visita al padre, l'ex presidente Jair Bolsonaro, per un periodo di 90 giorni. La ragione della misura risiede in una presunta violazione delle condizioni relative agli arresti domiciliari a cui è sottoposto l'ex capo dello Stato.
Al centro della controversia c'è la pubblicazione sui social media di una missiva sottoscritta dall'ex presidente, diffusa pubblicamente dal figlio senatore. Nel documento, Jair Bolsonaro esortava i sostenitori del fronte conservatore a superare le spaccature interne al movimento e a convergere dietro la candidatura presidenziale di Flávio, in vista delle elezioni di ottobre. Il magistrato ha interpretato questa condotta come un'inosservanza del divieto di ricorrere a piattaforme digitali, sia direttamente che attraverso intermediari.
La misura cautelare arriva in un momento particolarmente delicato per la strategia elettorale di Flávio Bolsonaro, che si presenta come sfidante del presidente in carica Luiz Inácio Lula da Silva nella corsa per il massimo incarico nazionale. L'impossibilità di mantenere contatti diretti con il padre nelle prossime settimane potrebbe rappresentare un ostacolo sia dal punto di vista logistico che mediatico per la campagna del senatore.
Intanto, Jair Bolsonaro continua a scontare la propria pena agli arresti domiciliari, in seguito a una condanna a oltre 27 anni di carcere per il tentativo di golpe avvenuto immediatamente dopo la sua sconfitta nelle elezioni presidenziali del 2022. Le autorità giudiziarie mantengono così una pressione costante sulla famiglia ex presidenziale, con decisioni che si susseguono nel contesto di un'indagine giudiziaria che coinvolge molteplici aspetti della loro attività politica e personale.