Rachida Dati riconosce la sconfitta nel ballottaggio per l'elezione a sindaca di Parigi. La candidata conservatrice, che ha ottenuto tra il 36 e il 38% dei consensi al secondo turno, cede la vittoria al suo rivale Emmanuel Grégoire, esponente del Partito Socialista. Nel commentare l'esito negativo, Dati ha fatto un'ammissione sincera: il suo messaggio non è penetrato a sufficienza presso l'elettorato parigino, nonostante ritenesse il rinnovamento tanto desiderabile quanto urgente.
Nel discorso successivo alla chiusura delle urne, la candidata sconfitta ha denunciato il contesto tossico che ha caratterizzato la campagna elettorale. Pur riconoscendo l'impegno dei candidati che hanno deciso di ritirarsi per sostenerla al ballottaggio - Pierre-Yves Bournazel della coalizione Horizons-Renaissance e Sarah Knafo - Dati ha lamentato il clima di divisione che ha pervaso la competizione, sottolineando come abbia dovuto affrontare attacchi considerati scorretti dalle forze avversarie.
Ciò che emerge dalle dichiarazioni di Dati è anche una critica rivolta alla coalizione uscente, la giunta che rimarrà in carica. La candidata sconfitta ha voluto ribadire che i risultati elettorali - pur non favorevoli a lei - riflettono un messaggio chiaro: centinaia di migliaia di cittadini parigini hanno espresso il desiderio di cambiamento. Un monito che, secondo la sua interpretazione, gli amministratori in carica non possono ignorare, indipendentemente dall'esito delle urne.