Una dichiarazione rara e sorprendente arriva direttamente dalle fila di Microsoft: Scott Hanselman, dirigente della divisione che sviluppa Windows 11, ha confessato sui social media di condividere la frustrazione degli utenti riguardo all'obbligo di creare o collegare un account Microsoft per configurare il sistema operativo. Rispondendo a un utente che chiedeva l'eliminazione di questo requisito, Hanselman ha scritto: "Odio anche io quella cosa. Ci sto lavorando". Una presa di posizione inusuale per un executive aziendale, il cui linguaggio è normalmente molto più cauto e istituzionale.
Quando gli utenti installano Windows 11, il sistema non permette di configurare un profilo locale offline, costringendoli a registrarsi nell'ecosistema Microsoft. Questa scelta è particolarmente impopolare tra chi preferisce mantenere il controllo totale del proprio computer senza dover dipendere da servizi cloud. Nonostante le lamentele abbiano accompagnato l'uscita del sistema operativo, nessun cambiamento significativo è stato apportato finora.
È importante sottolineare che la dichiarazione personale di un ingegnere, per quanto rilevante, non equivale a una decisione ufficiale aziendale. L'obbligo dell'account Microsoft non è una svista tecnica, bensì una strategia deliberata di Microsoft volta a consolidare l'utilizzo dei servizi legati al proprio ecosistema, da OneDrive alla sincronizzazione dei dati fino alla raccolta di informazioni utente. Solo i vertici aziendali possono modificare questa politica, e finora non hanno mostrato l'intenzione di farlo.
Nella stessa settimana, Microsoft ha annunciato una serie di aggiornamenti per recuperare la fiducia degli utenti: la possibilità di spostare liberamente la barra delle applicazioni, interventi per rendere gli aggiornamenti meno invasivi e miglioramenti nelle prestazioni generali. Tuttavia, nessuno di questi cambiamenti riguarda il tema dell'account obbligatorio, confermando che la priorità aziendale resta diversa dalle istanze dei consumatori.
Al momento, gli utenti che desiderano installare Windows 11 senza creare un account Microsoft devono ricorrere a soluzioni tecniche complesse: l'inserimento di comandi specifici durante la fase iniziale, l'utilizzo di strumenti di terze parti come Rufus per creare supporti di installazione modificati, o altri escamotage che presuppongono conoscenze informatiche avanzate. Nel 2026, il fatto che sia ancora necessario ricorrere a stratagemmi da esperti per usare il proprio computer in autonomia rimane una delle scelte più discutibili della gestione recente di Windows. Almeno ora la consapevolezza di chi sviluppa il sistema operativo è ufficialmente documentata.