Un'operazione illegale di esportazione di tecnologie intelligenti verso la Cina ha portato all'arresto di due persone e alla ricerca internazionale di una terza. Protagonisti della vicenda sono Yih-Shyan "Wally" Liaw, co-fondatore e consigliere di amministrazione della società statunitense Super Micro, il fornitore Ting-Wei "Willy" Sun e il responsabile commerciale Ruei-Tsang "Steven" Chang, attualmente latitante. L'accusa mossa dalle autorità federali americane riguarda la violazione dell'Export Control Reform Act del 2018, la normativa che limita rigorosamente la spedizione verso Pechino dei processori grafici più avanzati, come i chip Blackwell prodotti da NVIDIA.
Secondo la ricostruzione del Dipartimento di Giustizia, i tre imputati avrebbero orchestrato una complessa operazione di contrabbando distribuendo centinaia di server Super Micro equipaggiati con GPU NVIDIA verso il mercato cinese senza ottenere i necessari permessi dal Dipartimento del Commercio. Il valore complessivo della merce trasferita illegalmente ammonta a diversi miliardi di dollari. La strategia utilizzata prevedeva l'acquisizione dei server da parte di un'intermediaria nel Sudest asiatico, per un valore dichiarato di circa 2,5 miliardi di dollari, la cui funzione era mascherare la destinazione finale. Tra la fine di aprile e la metà di maggio 2025, furono spediti verso la Cina apparecchi per un valore di approssimativamente 510 milioni di dollari, con documentazione falsificata che indicava l'azienda asiatica come acquirente definitivo.
I metodi impiegati per ingannare i controlli si rivelarono sofisticati. Super Micro possiede interni sistemi di verifica della conformità normativa, così come il Dipartimento del Commercio conduce ispettori regolari. Per evitare di sollevare sospetti, gli accusati avrebbero immagazzinato server non funzionanti, applicando a questi ultimi le etichette identificative dei dispositivi reali destinati alla Cina. La logistica finale venne affidata a una società specializzata nel trasporto, mentre i server vennero reimballati senza i marchi originali di Super Micro per ulteriormente occultarne la provenienza.
Le conseguenze legali per gli imputati potrebbero rivelarsi severe: il codice penale prevede sino a 30 anni di reclusione per ciascuno dei capi d'imputazione. Super Micro, interessata dal coinvolgimento di figure dirigenti nell'inchiesta, ha già intrapreso azioni disciplinari. Liaw ha rassegnato le proprie dimissioni dall'incarico nel consiglio, Chang è stato sospeso amministrativo, mentre il rapporto commerciale con Sun è stato rescisso. La società statunitense, leader nella realizzazione di infrastrutture server per l'intelligenza artificiale, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali circa il possibile impatto reputazionale dell'accaduto sul proprio operato nei prossimi mesi.