I listini azionari europei proseguono la loro corsa positiva sulla scia delle affermazioni di Donald Trump riguardanti la possibile riapertura dello stretto di Hormuz, uno dei punti critici della geopolitica mondiale. L'annuncio genera fiducia tra gli investitori e si traduce in incrementi generalizzati nelle principali piazze del Vecchio Continente.
L'indice paneuropeo Stoxx 600 segna un rialzo dell'1,7%, trainato dai guadagni delle singole borse nazionali. Francoforte si distingue con un incremento del 2,3%, mentre Milano chiude in territorio positivo con un +2,2%, confermando la resilienza del mercato italiano. Madrid registra lo stesso progresso di Milano, Parigi avanza dell'1,8%, e Londra conclude la seduta con un modesto +0,6%.
Sul fronte delle materie prime, le dichiarazioni di Trump generano un effetto deflazionistico sui prezzi dell'energia: sia il petrolio che il gas naturale subiscono ribassi consistenti. L'oro, pur mantenendo un orientamento rialzista, non sfonda la soglia psicologica dei 5mila dollari per oncia, rimanendo ancora distante da questo livello.
Persiste tuttavia un clima di cautela sui titoli obbligazionari sovrani europei. Lo spread tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi continua a restare elevato, attestandosi a 84 punti base. Il rendimento del decennale italiano sale di dodici punti base fino al 3,82%, mentre il corrispettivo tedesco si posiziona al 2,98%. Questi livelli riflettono ancora una percezione di rischio differenziato tra le economie della periferia e il nucleo dell'Eurozona, nonostante il clima positivo sul comparto azionario.