L'Italia conferma il suo ruolo di protagonista nella transizione energetica europea. Nel corso del 2025, il nostro Paese ha aggiudicato 7,7 gigawatt di capacità fotovoltaica nelle aste pubbliche, una quota che rappresenta quasi il 31% dei poco più di 25 gigawatt assegnati in tutta l'Unione Europea. Si tratta del risultato più elevato mai ottenuto, segnale tangibile dell'accelerazione che sta interessando il settore delle rinnovabili a livello nazionale.

La spinta decisiva viene dal fotovoltaico, che nel 2025 ha registrato un aumento straordinario di circa 9 terawattora di produzione elettrica rispetto all'anno precedente, uno dei salti quantitativi più significativi nella storia della rete elettrica italiana. Nonostante una performance dell'idroelettrico inferiore alle medie storiche, le fonti rinnovabili nel loro complesso hanno coperto quasi il 48% della generazione totale di elettricità nel Paese, rafforzando ulteriormente la progressiva decarbonizzazione del nostro mix energetico.

Al contrario, il comparto eolico non ha ancora trovato il suo slancio. Mentre il solare corre veloce, la tecnologia eolica rimane ancora lontana dal contributo che potrebbe fornire alla transizione energetica nazionale. I dati sottolineano dunque uno squilibrio nello sviluppo delle fonti rinnovabili, con il fotovoltaico che travolge la competizione ma con il vento ancora ai margini della crescita energetica italiana.

Questi progressi avvengono in uno scenario energetico internazionale complesso. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le criticità intorno allo Stretto di Hormuz hanno spinto i prezzi di petrolio e gas verso l'alto, con immediate ripercussioni sui costi dell'elettricità europea. Secondo il centro studi Ember, nei primi dieci giorni della crisi la corrente prodotta da impianti a gas nell'Ue è diventata più cara di oltre il 50%. Questo episodio conferma come la dipendenza dai combustibili fossili rimane una vulnerabilità strutturale del sistema elettrico continentale.

Per contro, le tecnologie pulite continuano a guadagnare terreno dal profilo economico. L'Agenzia internazionale per l'energia certifica che il costo su tutto il ciclo di vita del fotovoltaico e dell'eolico europei varia tra 50 e 75 dollari per megawattora, cifra nettamente inferiore ai 165 dollari del nucleare e ai 200 dollari per il gas e il carbone. Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente, il raggiungimento dei target climatici al 2030 potrebbe generare riduzioni fino al 60% nei prezzi all'ingrosso dell'energia, grazie alla ridotta esposizione ai combustibili fossili.

Malgrado i risultati incoraggianti, l'Italia deve accelerare ulteriormente il ritmo di installazione. Gli obiettivi stabiliti dal Piano nazionale integrato energia e clima rimangono sfidanti, e il 2025 ha visto l'installazione di 7,2 gigawatt di nuova capacità rinnovabile, un dato che evidenzia come la strada verso la piena decarbonizzazione richieda ancora sforzi considerevoli, specialmente per le tecnologie diverse dal solare.