L'Organizzazione Meteorologica Mondiale ha diffuso un rapporto che non lascia spazio a dubbi: il pianeta sta attraversando una fase di riscaldamento senza precedenti. Nel decennio compreso tra il 2015 e il 2025, ogni singolo anno ha fatto registrare temperature tra le più elevate dall'inizio delle rilevazioni sistematiche. Un dato allarmante reso pubblico in occasione della Giornata Mondiale della Meteorologia e che conferma le peggiori previsioni degli esperti di clima.
Il 2025 in particolare si è consolidato come il secondo o terzo anno più torrido della storia, con un'anomalia termica di circa 1,43 gradi centigradi rispetto ai valori medi riscontrati nella seconda metà dell'Ottocento, periodo assunto come punto di riferimento per le analisi pre-industriali. Questo incremento, apparentemente modesto in numeri assoluti, rappresenta in realtà una variazione enorme se considerato nell'arco temporale globale e nelle sue conseguenze sui sistemi naturali e umani.
Le manifestazioni di questo surriscaldamento si sono rese evidenti in tutto il mondo attraverso fenomeni meteorologici sempre più intensi e distruttivi. Ondate di calore eccezionali, precipitazioni torrenziali e cicloni tropicali hanno colpito diverse regioni del pianeta, causando vittime, sfollati e danni economici considerevoli. Questi eventi hanno messo a nudo la fragilità delle nostre società interconnesse, evidenziando come economia e benessere sociale siano strettamente legati alla stabilità climatica e agli ecosistemi sempre più sotto pressione.
Gli oceani hanno svolto un ruolo cruciale in questo processo, continuando ad assorbire il calore in eccesso e la CO2 atmosferica. Negli ultimi vent'anni, i mari hanno captato ogni anno una quantità di energia termica equivalente a diciotto volte il consumo energetico annuale dell'intera umanità. Questo meccanismo di assorbimento, sebbene temporaneamente attenuante per l'atmosfera, comporta conseguenze devastanti per la fauna marina e gli equilibri oceanici.
La situazione alle calotte polari è diventata critica. L'estensione del ghiaccio marino artico ha toccato o si è avvicinato al minimo storico mai registrato, mentre l'Antartide ha registrato la terza estensione più ridotta del ghiaccio marino dall'inizio delle osservazioni. Parallelamente, lo scioglimento dei ghiacciai montani continua senza sosta in ogni continente, alimentando l'innalzamento del livello dei mari e minacciando l'approvvigionamento idrico di miliardi di persone.