Poste Italiane alza la posta nel grande gioco delle fusioni nel settore delle telecomunicazioni. Durante una conferenza stampa, l'ad Matteo Del Fante ha confermato che la società controllata dallo Stato intende procedere con un'Offerta pubblica di acquisto e scambio su Tim, il principale operatore telefonico italiano. L'mossa rappresenta l'evoluzione naturale dell'investimento effettuato a febbraio 2025, quando Poste aveva acquistato una partecipazione nel capitale di Tim, decisione che si è rivelata molto proficua: il titolo ha guadagnato il 107% nel corso dell'ultimo anno.

Del Fante ha ribadito che la nuova Tim non sarà più quotata in Borsa, ma continuerà a operare come società indipendente nel settore delle telecomunicazioni, con il suo iconico marchio preservato. La visione di Poste è quella di un gruppo integrato senza precedenti: il futuro conglomerato disporrebbe di 26,9 miliardi di ricavi annuali, 150mila addetti e un portafoglio diversificato che spazia dai servizi postali tradizionali ai prodotti finanziari, dalla telefonia mobile alle soluzioni energetiche, fino all'infrastruttura cloud con 18 data center sparsi sul territorio nazionale. Tutto ciò sarà supportato dalla capillare rete di 13mila uffici postali presenti in ogni regione italiana.

La governance dell'operazione rimane saldamente in mano pubblica: il 50% del futuro gruppo sarà controllato dalla Cassa depositi e prestiti (27,2%) e dal Ministero dell'Economia (22,8%). Per il perfezionamento dell'offerta sarà necessario raggiungere una soglia minima del 66,67% del capitale azionario di Tim, con una conclusione prevista entro il quarto trimestre del 2026. Del Fante ha assicurato che non si prevedono ostacoli significativi dal punto di vista autorizzativo: l'operazione sarà notificata all'Antitrust, ma secondo i vertici dell'azienda non dovrebbero emergere criticità dal profilo concorrenziale.

Sulla questione dei rendimenti agli azionisti, Camillo Greco, responsabile della funzione amministrativa e finanziaria di Poste, ha anticipato che una nuova politica dei dividendi competitiva verrà presentata insieme al piano industriale successivo al completamento dell'operazione. Nel mercato si ipotizza che difficilmente avanzeranno rilanci all'offerta di Poste, mentre sindacati e classe politica hanno già espresso apprezzamento per un'operazione che rimette al centro la strategia di consolidamento nel comparto delle tlc italiane. Resta ora da comprendere quale sarà il ruolo del ceo di Tim Pietro Labriola nella nuova struttura organizzativa che emergerà dall'integrazione.