Donald Trump ha compiuto un'escursione nella leggendaria dimora di Elvis Presley a Memphis, in Tennessee, trasformando una giornata politica in un momento di devozione verso l'icona del rock and roll. La visita è avvenuta lunedì 23 marzo, subito dopo che il presidente aveva presieduto una tavola rotonda nella stessa città, durante la quale ha illustrato i suoi piani per rafforzare gli effettivi delle forze dell'ordine federali al fine di combattere il crimine sul territorio nazionale. Nel varcare le soglie della storica villa, Trump non ha nascosto il suo entusiasmo, affermando senza giri di parole: "Amo Elvis, chi non lo ama?".

La permanenza nella tenuta che vide vivere il celebre musicista americano riveste un significato storico non trascurabile. Trump si è unito a un ristretto numero di capi di stato che hanno avuto il privilegio di visitare Graceland durante il loro mandato presidenziale. Prima di lui, solamente George W. Bush aveva compiuto lo stesso gesto, accedendo alla proprietà nel 2006 insieme al premier giapponese dell'epoca, Junichiro Koizumi, anche lui grande estimatore della musica e dell'eredità di Presley.

La visita rappresenta un momento di pausa dalle responsabilità politiche, concedendo al presidente americano l'opportunità di rendere omaggio a una delle figure più influenti della cultura popolare mondiale. Graceland rimane un luogo di attrazione turistica di primaria importanza e un simbolo della straordinaria carriera di Elvis Presley, il quale trasformò radicalmente il panorama musicale del ventesimo secolo con le sue innovazioni artistiche.