OpenAI ha deciso di rimandare l'introduzione della cosiddetta "adult mode" di ChatGPT, la funzione destinata a consentire interazioni erotiche tra gli utenti e l'intelligenza artificiale. Annunciata lo scorso autunno dal fondatore Sam Altman, questa modalità avrebbe dovuto arrivare sul mercato entro il mese di aprile, ma il rilancio dell'azienda di San Francisco ha fatto dietrofront. Ufficialmente, la decisione è motivata da esigenze di perfezionamento tecnico e da una riallocazione delle priorità di sviluppo. Tuttavia, il differimento arriva dopo settimane di turbative interne, critiche degli esperti e crescenti preoccupazioni riguardo alla capacità dell'azienda di prevedere e gestire i risvolti di una simile innovazione.

Il fascino di dialogare con una creazione artificiale in grado di rispondere alle proprie inclinazioni affettive e sessuali non è un'invenzione contemporanea. Questo tema attraversa la storia della cultura occidentale, dal mito di Pigmalione – l'artefice che si innamora della propria scultura d'avorio – fino alle rappresentazioni cinematografiche moderne, come il film Her di Spike Jonze, dove la relazione con un algoritmo assume una profondità che supera qualsiasi legame umano. Con questa nuova funzionalità, ChatGPT avrebbe abbandonato i vincoli imposti dalle policy aziendali per avventurarsi nel complesso territorio dell'intimità artificiale. Non si tratterebbe più soltanto di uno strumento di supporto lavorativo o di ricerca, ma di una piattaforma capace di offrire fantasia, dialogo emotivo e – francamente – gratificazione personale.

Secondo le informazioni diffuse dall'azienda, la "adult mode" si sarebbe presentata come un'opzione volontaria riservata esclusivamente ai maggiorenni. La descrizione ufficiale parla di "erotica testuale", più prossima alla letteratura erotica che alla pornografia vera e propria. Non sarebbero stati inclusi elementi visivi, almeno in una prima fase. Una volta attivata, l'intelligenza artificiale avrebbe potuto adattare il proprio linguaggio, lo stile comunicativo e la personalità, creando conversazioni progressivamente più intime e calibrate per coinvolgere e sedurre chi interagisce con essa.

Ciò che il rinvio rivela, più di quanto farebbe l'annuncio stesso, è l'esistenza di fratture profonde all'interno dell'organizzazione. Il differimento espone la fragilità dell'equilibrio tra l'intenzione dichiarata di "trattare gli adulti come adulti" e le preoccupazioni sollevate dai consulenti della stessa società, i quali temono che una simile evoluzione potrebbe trasformare il chatbot in qualcosa di problematico e potenzialmente dannoso. Le domande rimaste senza risposta sono molteplici: come evitare dipendenze psicologiche? Quali garanzie sulla privacy e sui dati personali? Quale impatto sulle relazioni umane? La decisione di attendere suggerisce che OpenAI stessa non ha ancora trovato risposte convincenti a questi interrogativi.