Dopo una lunga gestazione durata diversi mesi, il nuovo Decreto Energia 2026 è finalmente pronto per l'approvazione in Consiglio dei ministri. Il provvedimento, articolato su 12 articoli con una dote complessiva stimata tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro, mira a fornire sollievo concreto alle famiglie italiane alle prese con le spese energetiche, oltre a interventi strutturali per rendere più solido e competitivo il mercato dell'energia nel nostro paese.

La misura più diretta riguarda chi già usufruisce del bonus sociale per l'elettricità. Il governo ha stanziato 315 milioni per erogare un contributo straordinario di 90 euro a ogni nucleo familiare avente diritto nel corso del 2026. L'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA) avrà il compito di gestire l'operazione e stabilire le modalità concrete di distribuzione. Secondo quanto previsto, il contributo dovrebbe scattare in modo automatico, senza che le famiglie debbano presentare ulteriori richieste.

Una novità di rilievo riguarda il coinvolgimento di un bacino più ampio di nuclei a reddito limitato. Le famiglie con Isee non superiore a 25mila euro che attualmente non rientrano nel bonus sociale potranno contare su sconti diretti applicati dai fornitori di energia sulle loro bollette. A differenza del contributo fisso di 90 euro, si tratterà di una riduzione percentuale le cui modalità operative saranno definite da ARERA entro trenta giorni dall'eventuale entrata in vigore del decreto. Questo approccio intende allargare la platea di beneficiari, raggiungendo anche quei ceti medi che negli ultimi tempi hanno subito l'impatto degli aumenti nei prezzi energetici.

Il decreto affronta inoltre la spinosa questione dei costi di sistema, in particolare la componente ASOS che finanzia gli incentivi alle energie rinnovabili. La bozza propone un meccanismo che consente agli impianti fotovoltaici incentivati attraverso il Conto Energia di negoziare una riduzione temporanea dell'incentivo in cambio dell'allungamento della convenzione. Si tratta di un equilibrio delicato, volto a sgravare le bollette delle aziende senza smantellare i sostegni al settore rinnovabile. Il decreto spinge inoltre verso accordi di lungo termine tra imprese e produttori di energia da fonti rinnovabili, una strategia pensata per stabilizzare i costi energetici del tessuto produttivo italiano e renderlo più competitivo sul mercato internazionale.