Ursula von der Leyen ha firmato a Canberra un accordo di libero scambio con l'Australia destinato a rivoluzionare i rapporti commerciali tra i due partner. Un'intesa che però ha un aspetto controverso: consente ai produttori australiani di vino di commercializzare i loro prodotti con il marchio "prosecco", una denominazione tradizionalmente legata al Veneto italiano. Stessa concessione per i formaggi, che potranno essere etichettati come "parmesan" quando replicano le caratteristiche del nostro Parmigiano Reggiano. L'Australia diventa così il primo Paese al mondo a ottenere un simile privilegio, sebbene con una scadenza: le esportazioni con questi nomi dovranno cessare entro dieci anni.
L'accordo commerciale rappresenta uno step significativo nella ridefinizione delle relazioni bilaterali tra Bruxelles e Canberra. Il testo elimina dazi reciproci su numerosi prodotti agricoli e stabilisce nuove regole su settori strategici: aumenteranno considerevolmente i quantitativi di carni che l'Australia potrà esportare verso l'Europa, mentre verranno azzerati i tributi australiani sulle automobili europee. In cambio, l'Unione europea rimuoverà i dazi su materie prime critiche provenienti dal Paese oceanico, tra cui litio e idrogeno, elementi essenziali per la transizione energetica europea.
Oltre alla sfera commerciale, Bruxelles e Canberra hanno siglato un vero e proprio "partenariato per la sicurezza e la difesa", un'ulteriore manifestazione del rafforzamento della cooperazione strategica in un contesto internazionale sempre più complesso. I negoziati sono stati conclusi durante l'incontro bilaterale tra la presidente della Commissione europea e il primo ministro australiano Anthony Albanese. Secondo le proiezioni dell'esecutivo comunitario, l'intesa comporterà un incremento esponenziale delle esportazioni europee verso l'Australia, con una crescita stimata del 33% nel prossimo decenno, raggiungendo un valore annuo di 17,7 miliardi di euro.
I comparti economici più vantaggiati dall'accordo saranno il caseario, l'automotive e la chimica. Tuttavia, la scelta di concedere autorizzazioni parziali relative ai nomi "feta" e "gruyere" per formaggi simili a quelli greci e francesi rivela una gerarchia nelle concessioni: mentre l'Italia vede temporaneamente aperte le porte ai suoi marchi simbolo, altre nazioni europee ricevono tutele più stringenti. La Commissione ha giustificato l'intesa sottolineando come "entrambi i partner ottengono risultati reciprocamente vantaggiosi e consolidano le loro relazioni in un'epoca segnata da incertezze geopolitiche", aggiungendo che gli accordi favoriranno "la pace e la sicurezza attraverso la stabilità, la prosperità mediante un commercio regolamentato da norme, e il coordinamento per sostenere le istituzioni globali".