Una decisione che riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle procedure di immigrazione del Regno Unito. Edi Cardoso Ramos, cittadino portoghese di 29 anni, potrà opporsi al decreto di espulsione che lo riguarda, grazie all'intervento del tribunale competente in materia di asilo e immigrazione. La sentenza arriva nonostante l'uomo fosse stato condannato nel 2014 per abusi sessuali aggravati ai danni di una minore, reato commesso due anni prima quando aveva soli 19 anni.
Il caso affonda le radici in una dichiarazione incompleta presentata da Ramos quando ha chiesto il permesso di soggiorno britannico nel 2020. Nel modulo ufficiale, l'uomo ha infatti negato di avere precedenti penali, omettendo di menzionare la condanna ricevuta in Portogallo, dove era stato punito con tre anni di reclusione con sospensione condizionale della pena. A giustificazione della sua risposta, Ramos ha in seguito sostenuto di aver interpretato male la domanda, ritenendo che si riferisse esclusivamente a reati commessi sul territorio britannico. Secondo il giudice Paul Lodato, questa interpretazione potrebbe effettivamente configurarsi come un errore non intenzionale.
L'uomo aveva raggiunto il Regno Unito nel 2018, appena dodici mesi dopo la conclusione della sua pena. La situazione è degenerata ulteriormente nel 2024, quando è stato fermato dalla polizia per un episodio di molestia in pubblico all'interno della sua automobile, fatto che ha portato a una sanzione amministrativa. Il controllo dei suoi dati ha rivelato la condanna portoghese precedente, spingendo il ministero dell'Interno britannico a promuovere i procedimenti per l'allontanamento dal Paese. Le autorità avevano sostenuto che Ramos rappresentasse un pericolo concreto per le donne e le ragazze residenti nel territorio nazionale.
Tuttavia, il giudice Lodato ha deciso diversamente. Nella sua sentenza, ha sottolineato l'assenza di elementi probanti convincenti che attestino un rischio attuale legato al comportamento di Ramos. In particolare, il magistrato ha ritenuto che l'episodio del 2024 non fosse sufficiente per dimostrare una continuità di condotta criminale rispetto ai fatti del 2012. La decisione consente al cittadino portoghese di presentare formale ricorso contro l'espulsione, riaprendo la possibilità di un reesame completo del suo caso e delle circostanze che lo riguardano.