I prezzi dei carburanti non accennano a diminuire. Nonostante il governo italiano abbia deciso un taglio delle accise per contenere i costi, le colonnine continuano a segnare rialzi. Secondo i dati dell'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati a ieri mattina, la benzina self service si attesta a 1,724 euro al litro (con un incremento di mezzo centesimo rispetto al giorno precedente), mentre il diesel self service raggiunge 1,987 euro al litro. Questi aumenti proseguono senza soluzione di continuità, sfidando le attese di chi sperava nel calo annunciato dalle politiche di intervento governativo.
La situazione è ancora più complicata sulle autostrade, dove i prezzi medi risultano sensibilmente più elevati: la benzina self service sfiora 1,788 euro al litro e il diesel arriva a 2,055 euro. La forbice di prezzo tra i diversi gestori rimane notevolmente ampia, con l'Eni che mantiene posizioni mediamente più competitive rispetto ai concorrenti come Ip, Q8 e Tamoil, riuscendo a offrire diesel con sconti fino a 12 centesimi al litro rispetto alla concorrenza.
Il vero allarme scatta guardando al calendario. L'attuale taglio alle accise, introdotto dal governo per arginare l'impatto della volatilità internazionale sui prezzi, è temporaneo e scade l'8 aprile. Nel momento in cui il decreto perderà efficacia, circa 24,4 centesimi al litro ricadranno nuovamente sulle spalle dei consumatori, rappresentando un onere che tornerà a gravare completamente sul bilancio dello Stato qualora non rinnovato. L'amministrazione romana, reduce dal referendum che ha impegnato risorse politiche significative, ora si trova di fronte a una decisione delicata: prorogare l'intervento o lasciare che i prezzi risalgano naturalmente.
La dinamica dei mercati internazionali aggiunge ulteriore complessità al quadro. Le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump relative a possibili negoziati con l'Iran e a una possibile tregua nei conflitti regionali avevano generato speranze di calo delle quotazioni petrolifere. Tuttavia, questa spinta al ribasso non si è tradotta in benefici concreti per chi riempie il serbatoio in Italia, evidenziando come i meccanismi di trasmissione dei prezzi dal mercato wholesale al dettaglio non funzionino in modo automatico e trasparente.
I dati odierni indicano una leggera stabilizzazione: benzina a 1,722 euro e diesel a 1,985 euro in modalità self service. Tuttavia, rimane il nodo fondamentale: nelle prossime due settimane, il governo dovrà optare per una proroga dello sconto fiscale oppure accettare un nuovo impatto inflazionistico proprio nel momento in cui l'economia italiana sta cercando di ritrovare equilibrio. L'assenza di decisioni comporterebbe comunque un balzo di quasi un quarto di euro per ogni litro acquistato, un'eventualità che peserebbe soprattutto su chi utilizza l'auto per motivi professionali.