Gino Paoli, il celebre cantautore e compositore italiano, è venuto a mancare il 24 marzo scorso all'età di 91 anni. La sua figura rimane indissolubilmente legata a un modo di vivere caratterizzato da totale assenza di autocensura e da un'ironia tagliente, qualità che lo ha accompagnato fino agli ultimi anni della sua esistenza. In una recente intervista, poco prima della scomparsa, Paoli aveva ripercorso le tappe più controverse della sua vita con lo stesso tono diretto e provocatorio che lo aveva sempre contraddistinto, parlando senza mezzi termini del tentato suicidio, degli amori tumultuosi e del suo rapporto conflittuale con gli eccessi.

Particolarmente significativo risultava il suo atteggiamento nei confronti dell'invecchiamento e della mortalità. Paoli affermava con serenità quasi filosofica: «A novant'anni il mio rapporto con la vita è identico a quello di sempre. Vita e morte hanno sempre camminato insieme, ed è ancora così. Ogni giorno che passa è un giorno in meno, quello che vivi oggi non lo rivivrai mai più». Questa consapevolezza, priva di drammaticità ma ricca di lucidità, caratterizzava l'intero suo pensiero sulla vecchiaia, senza alcuna traccia d'ansia o nostalgia.

Un episodio diventato quasi simbolico della sua personalità riguardava un convegno di geriatria in cui era stato invitato in qualità di testimone straordinario. Di fronte a una sala di medici specializzati, Paoli aveva deciso di capovolgere completamente le aspettative dei presenti: «Mi hanno portato come testimone e mi hanno chiesto di condividere la mia esperienza. Allora ho spiegato che nella mia vita ho fatto praticamente tutto quello che non bisognerebbe fare». Senza alcuna vergogna o reticenza, aveva quindi illustrato nel dettaglio i suoi eccessi: «Per due decenni ho bevuto una bottiglia intera di whiskey ogni singolo giorno, ho sperimentato droghe di ogni tipo, tutte quelle in voga nei vari periodi della mia vita, e ho fumato due pacchetti di sigarette quotidianamente fino a soli due anni fa».

La conclusione del suo intervento era tanto provocatoria quanto brutalmente onesta. «Ho detto ai geriatri presenti che se oggi mi trovo in buone condizioni di salute, allora non è merito di scelte consapevoli o di uno stile di vita disciplinato: è semplicemente questione di fortuna». Secondo il racconto dello stesso Paoli, la sala aveva risposto con cinque minuti ininterrotti di applausi. Questo aneddoto incapsula perfettamente l'essenza del personaggio: una profonda diffidenza verso le morali convenzionali, l'utilizzo dell'ironia come strumento di difesa e soprattutto il rifiuto categorico di trasformarsi in un modello di comportamento, nemmeno quando si trovava davanti a chi cercava disperatamente una lezione da imparare.