La cattura di Giuseppe Sciacca segna un punto cruciale nelle indagini sui movimenti anarchici radicali italiani. L'uomo, ricercato dal 13 marzo per una condanna a cinque anni e quattro mesi, è stato rintracciato dalla Digos di Catania presso l'abitazione di parenti. Secondo gli investigatori, Sciacca rappresenta una figura centrale nella rete degli attentati dinamitardi che hanno colpito il territorio nazionale negli ultimi anni, operando come tecnico esperto nella costruzione di dispositivi esplosivi sofisticati.
Le ricerche hanno rivelato un quadro allarmante della mobilità del ricercato. Sciacca si muoveva costantemente tra diverse città europee: dalla Lessinia nel Veronese, dove conviveva con la compagna, a Torino, passando attraverso Spagna e Francia prima di dirigersi a Roma, dove le sue tracce si perdevano dal maggio 2024. Ambienti anarchici provenienti da mezzo continente si affidavano alle sue competenze nella manipolazione di esplosivi e tritolo, ritenendolo uno dei pochi specialisti disponibili nel settore.
La lista degli attentati attribuiti a Sciacca è impressionante e inquietante. Nel mirino sarebbero finite una concessionaria Tesla nella capitale, dove diciassette vetture nuove vennero distrutte un anno fa; il parcheggio del Gico della Guardia di Finanza in via Talli a Roma, colpito a dicembre; la filiale McDonald's di via dei Prati Fiscali. Gli ordigni erano caratterizzati da un sistema di detonazione in sequenza che permetteva multiple esplosioni dopo l'attivazione della prima carica, moltiplicando l'effetto distruttivo e il potenziale numero di vittime. L'episodio più grave risale al 2017, quando una bomba piazzata presso la caserma dei carabinieri di San Giovanni, rivendicata dalla cellula "Santiago Maldonado/Fai-Fri", sfiorò di poco una strage.
Gli inquirenti ritengono che Sciacca gravitasse attorno ai circoli antagonisti di via degli Angeli 161 al Quadraro a Roma, una struttura occupata sottoposta a vigilanza costante dalle forze dell'ordine. Secondo le ipotesi investigative, l'arresto giungerebbe poco dopo un tentativo di attentato fallito verificatosi giovedì sera, quando Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone avrebbero perso la vita durante la preparazione di un ordigno presso un casale nel Sellaretto. Elementi di prova suggeriscono che Sciacca li avrebbe accompagnati sul luogo con il materiale necessario: pentola a pressione, fertilizzante, plastico e chiodi, componenti utilizzate in precedenti attentati rivendicati da sigle anarchiche come il "Nucleo rivoluzionario Horst Fantazzini".
Le indagini continuano per determinare il grado di coinvolgimento di Sciacca negli ultimi episodi e identificare altri componenti della rete. L'arresto rappresenta un successo significativo per la Digos nel contrasto alle organizzazioni anarchiche più violente, sebbene gli investigatori mantengano massima riservatezza sugli ulteriori sviluppi delle indagini in corso.