La città di Napoli piange un'altra vittima della strada. Nella serata di lunedì 23 marzo, Italo Ferraro, figura di spicco nel panorama culturale locale come architetto, insegnante universitario e studioso della città, è stato colpito da uno scooter mentre tentava di attraversare Corso Vittorio Emanuele. Nonostante il rapido intervento dei soccorsi e il ricovero in codice rosso presso l'Ospedale Pellegrini, l'84enne non ce l'ha fatta: è deceduto nelle primissime ore di martedì 24 marzo, soccombendo alle gravi ferite riportate nell'impatto.

L'incidente è avvenuto intorno alle 19.30 nei pressi del civico 532 di Corso Vittorio Emanuele. Secondo i primi accertamenti, Ferraro stava attraversando la carreggiata quando è stato colpito da una Aprilia Sport City 125 condotta da una donna di 27 anni che procedeva in direzione Piazza Mazzini. La violenza dell'urto ha fatto schizzare l'anziano sull'asfalto, causando politraumi di considerevole entità. I testimoni presenti hanno immediatamente dato l'allarme e tentato di prestare assistenza. La Polizia Locale ha effettuato i rilievi necessari per ricostruire la dinamica, procedendo al sequestro del mezzo e alla revoca della patente alla conducente.

Ciò che aggrava il quadro della tragedia è il contesto in cui si inserisce: a soli due giorni di distanza, nella serata di domenica precedente, un altro gravissimo incidente al Corso Garibaldi ha mietuto due vite, una donna e un'altra donna investite da un'automobile il cui conducente è risultato positivo all'alcol test. In 48 ore, quindi, Napoli si confronta nuovamente con la sua emergenza cronica legata alla sicurezza della circolazione stradale.

Sulle modalità dei soccorsi si è concentrata parte della discussione pubblica. Alcuni testimoni presenti alla scena hanno riferito di aver riscontrato un ritardo significativo nell'arrivo dell'ambulanza, parlando di circa mezz'ora tra la richiesta di intervento e l'effettivo arrivo dei servizi d'emergenza. Una questione che ha alimentato il dibattito nei giorni successivi all'accaduto e che riporta l'attenzione sulle criticità del sistema di emergenza-urgenza cittadino.

La salma di Ferraro è stata messa a disposizione dell'autorità giudiziaria, che valuterà se disporre approfondimenti diagnostici ulteriori, inclusa eventualmente l'autopsia. La scomparsa del progettista rappresenta una perdita significativa per gli ambienti accademici e professionali napoletani, dove era conosciuto per i suoi studi e il suo insegnamento. La sua morte rievoca ancora una volta l'urgenza di interventi strutturali sulla viabilità urbana e sui comportamenti alla guida nella città partenopea.