Mentre l'Italia si prepara a sfidare l'Irlanda del Nord giovedì nei playoff mondiali, dall'altra parte del tabellone scoppia un vero e proprio scandalo. La semifinale tra Bosnia e Galles, in programma a Cardiff nella stessa giornata, è già avvolta in una densa nuvola di controversie che vanno ben oltre il campo di gioco. Al centro della tempesta mediatica c'è Benjamin Tahirovic, il ventitreenne bosniaco che ha indossato la maglia della Roma tra il 2021 e il 2023.

Tahirovic è arrivato nella capitale italiana da giovane promessa nel 2021, quando ha firmato il suo primo contratto da professionista. José Mourinho lo ha promosso in prima squadra all'inizio della stagione 2022-2023, ma il calciatore non ha lasciato tracce indelebili: undici presenze complessive con i giallorossi, poi il trasferimento all'Ajax nell'estate 2023. Nemmeno il calcio olandese gli ha sorriso, tanto che il 3 febbraio 2025 ha iniziato una nuova avventura al Brondby, società danese dove tuttora milita. È proprio qui che i problemi hanno avuto origine.

In panchina al Brondby siede Steve Cooper, tecnico gallese con un passato nelle giovanili del Liverpool e della nazionale inglese. Inizialmente Tahirovic aveva trovato spazi importanti nel club danese e era diventato un elemento cardine della rappresentativa bosniaca. Ma con l'avvicinarsi dei playoff mondiali, la musica è cambiata drasticamente. Nelle ultime quattro giornate di campionato, il bosniaco ha accumulato appena tredici minuti di gioco, entrando dalla panchina solo contro il Midtyjlland in una sfida finita in parità. Nelle altre tre partite è rimasto seduto o completamente fuori lista, nonostante il Brondby attraversi un periodo critico senza vittorie da novembre.

Questo progressivo allontanamento ha fatto esplodere la rabbia del ct della Bosnia Sergej Barbarez, che ha pubblicamente accusato Cooper di comportamenti sospetti. Secondo il commissario tecnico bosniaco, Tahirovic avrebbe confidato dettagli «al limite dell'incredibile» riguardanti il trattamento ricevuto dal suo allenatore di club. Barbarez ha direttamente collegato questa discriminazione alla nazionalità gallese di Cooper, sottolineando un particolare rivelatosi: l'allenatore avrebbe augurato buona fortuna al giocatore per tutto tranne che per gli impegni con la nazionale. Il ct ha inoltre riferito che Tahirovic gli avrebbe confessato promesse di un ritorno stabile da titolare dopo la pausa delle nazionali, promesse rimaste lettera morta.

Dal Brondby è giunta una smentita, mentre Tahirovic ha cercato di ridimensionare la polemica scusandosi per quanto accaduto. Restano però le domande: è davvero possibile che un allenatore sabotaggi uno dei suoi giocatori per questioni nazionali? E quali saranno le conseguenze di questa vicenda sulla semifinale di Cardiff? Intanto, il caso continua a monopolizzare l'attenzione mediatica a pochi giorni da una partita che assegnerà una delle due finali dei playoff mondiali.