Una svolta politica significativa arriva da Santiago: l'esecutivo di José Antonio Kast ha deciso di ritirare il patrocinio alla candidatura di Michelle Bachelet per la guida dell'organismo internazionale. La mossa rappresenta una rottura netta con quanto fatto dal precedente governo di Gabriel Boric, che aveva presentato la figura dell'ex capo dello Stato sostenuta anche da Messico e Brasile.
Attraverso una nota ufficiale, l'amministrazione Kast ha spiegato le ragioni della decisione: "Le circostanze attuali, la molteplicità di candidati provenienti dall'America Latina e i dissensi con attori centrali nel processo decisionale rendono irrealistica questa candidatura e le sue prospettive di successo". Tuttavia, Santiago ha aggiunto una precisazione non banale: qualora Bachelet decidesse comunque di proseguire nella sua corsa, il Cile non sosterrà alcun competitor alternativo, riconoscendo il valore della sua esperienza internazionale.
La freddezza del presidente cileno verso Bachelet non rappresenta una novità. Già durante la campagna elettorale, Kast aveva manifestato perplessità sulla candidatura, in parte riflesso dell'ostilità dimostrata dall'amministrazione Trump, con cui il leader di destra mantiene una sintonia ideologica evidente. L'ex presidente statunitense si è già schierato contro questa corsa diplomatica.
Bachelet, 74 anni, vanta un profilo di primissimo piano nel sistema Onu. Ha guidato iniziative cruciali come Onu Donne e ha presieduto l'Ufficio dell'Alto Commissariato per i diritti umani, ricoprendo incarichi che l'hanno resa una delle personalità più influenti dell'organizzazione. La sua candidatura era considerata tra le più credibili, anche in virtù di due fattori storici: la possibile assegnazione della leadership a un esponente latino-americano e l'opportunità di eleggere per la prima volta una donna a capo dell'organismo mondiale.