Mentre le tensioni nel Golfo Persico rimangono alte, la Casa Bianca ha sottoposto all'Iran una lista dettagliata di condizioni per un possibile disgelo diplomatico. Le richieste americane coprono questioni critiche per la stabilità regionale, dalla questione nucleare alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, una delle arterie commerciali più vitali al mondo.
Tra i 15 punti formulati da Washington figurano richieste specifiche sul programma di arricchimento dell'uranio iraniano, con garanzie concrete sulla riduzione delle attività sensibili e sottomissione a ispezioni internazionali rafforzate. Un elemento centrale della proposta è anche la richiesta di una tregua temporanea della durata di un mese, durante la quale entrambe le parti dovrebbero astenersi da escalation militari e operazioni di disturbo nei corridoi marittimi strategici.
Punto particolarmente delicato riguarda il disimpegno iraniano dal sostegno diretto e indiretto ai gruppi armati operanti in Siria, Iraq, Libano e Yemen. Washington intende porre fine a quella che considera una strategia di destabilizzazione regionale attraverso proxy, chiedendo all'Iran di interrompere trasferimenti di armi e finanziamenti verso queste organizzazioni.
Secondo indiscrezioni filtrate da fonti diplomatiche, il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf sarebbe stato designato per condurre negoziati diretti e avrebbe programmato un viaggio in Pakistan per incontri informali che potrebbero aprire canali di comunicazione bilaterali. La scelta di una location terza come Islamabad suggerisce il desiderio di entrambe le parti di mantenere un basso profilo diplomatico, almeno in questa fase iniziale.
L'iniziativa americana rappresenta un cambio di rotta rispetto alla precedente strategia di massima pressione, anche se rimangono significativi elementi di diffidenza reciproca. Sia Washington che Teheran attendono movimenti concreti dell'altra parte prima di procedere a impegni maggiori, rendendo i prossimi giorni cruciali per determinare se il dialogo avrà effettivamente seguito o si ridurrà a un ulteriore tentativo fallito di ridurre le tensioni.