Quando il torneo mondiale per club organizzato da Infantino ha concluso i battesimi negli Stati Uniti lo scorso 13 luglio, con il Chelsea vittorioso contro il Paris Saint Germain, pochi avevano dubbi: il calendario compresso sarebbe stato un problema. Oggi, a distanza di mesi, i numeri confermano le peggiori previsioni. Le dodici rappresentanti europee partecipanti mostrano segnali di cedimento generalizzato nei rispettivi campionati e nelle coppe continentali, tranne rare eccezioni.
In Italia la situazione è particolarmente critica. La Juventus non naviga in acque tranquille: non figura nemmeno nella zona che vale l'accesso alla prossima edizione della Champions League, è stata eliminata dalla Coppa Italia (travolto 3-0 dall'Atalanta nei quarti) e dal massimo torneo europeo dopo il pareggio esterno contro il Galatasaray. L'Inter, invece, pur avendo un organico che sulla carta non dovrebbe incontrare ostacoli in patria, attraversa un momento di stanchezza evidente: quattro partite senza vittoria, un gioco meno brillante rispetto al solito, appena due reti segnate in questo periodo e l'eliminazione dalla Champions per mano del Bodø, che ha dominato principalmente dal punto di vista fisico e tattico.
Il problema interessa soprattutto le squadre europee che hanno dovuto comprimere i tempi di recupero: il viaggio transatlantico, gli impegni ravvicinati oltreoceano e il rientro con poco riposo hanno inciso sulla preparazione atletica della nuova stagione. Il Real Madrid, per quanto sia il Real Madrid, insegue il Barcellona con quattro lunghezze di svantaggio. Il Borussia Dortmund ha collezionato nove punti di distacco dal Bayern Monaco ed è stato eliminato dalla massima competizione continentale dall'Atalanta. L'Atletico Madrid naviga a sedici punti dal Barcellona. Il Benfica, malgrado l'arrivo di Mourinho abbia interrotto la serie di sconfitte, rimane comunque a sette lunghezze dal Porto.
I due casi più eclatanti riguardano l'Inghilterra. Il Manchester City ha subito un crollo verticale in Premier League, dove accusa un ritardo di nove punti sull'Arsenal, e nemmeno il massimo campionato lo ha salvato: è stato eliminato dalla Champions agli ottavi per mano del Real Madrid. Il Chelsea, invece, ha vinto proprio quella competizione mondiale, ma le conseguenze sportive della trasferta americana si sono comunque fatte sentire. Perfino il Salisburgo, che pure ha evitato i grandi palcoscenici europei, arranca in patria al quarto posto nella griglia dei playoff austriaci.
L'operazione fortemente voluta per interessi economici globali sta quindi producendo effetti tangibili sul campo: stanchi fisicamente e mentalmente, i club europei faticano a mantenere i ritmi abituali. Una lezione sulla fragilità di un calendario già saturo, a cui si è aggiunto un impegno massacrante in una competizione nata principalmente per ragioni commerciali piuttosto che sportive.