Nel corso del festival internazionale del cinema in corso a Bari, Wes Studi ha rilasciato dichiarazioni forti sulla guerra e il suo significato nella storia umana. L'attore 78enne, che nel 2020 è diventato il primo nativo americano a vincere un Oscar alla carriera, ha espresso sconcerto di fronte al perdurare dei conflitti armati nonostante la consapevolezza dei loro effetti devastanti. «Siamo nel 2026 e ancora non comprendiamo che la guerra porta morte, distruzione e sofferenza inimmaginabile», ha dichiarato Studi al pubblico del Bif&st presso il teatro Petruzzelli. L'incontro si è svolto dopo la proiezione del film Hostiles del 2017, in cui l'attore interpreta il capo cheyenne Falco Giallo accanto a Christian Bale.
La posizione critica di Studi non è casuale: alla base del suo pensiero vi è un'esperienza diretta e traumatica. Nel 1967 si arruolò volontariamente per combattere in Vietnam, mosso dal desiderio di testare il proprio coraggio in combattimento. Quella esperienza gli ha insegnato una lezione fondamentale. «La guerra è il caos totale», ha spiegato, raccontando come il combattimento reale sia totalmente diverso da qualsiasi romanticizzazione. «Non si tratta di eroismo o coraggio nel senso che immaginiamo. La guerra è confusione, casualità, disordine assoluto. Non c'entra nulla con l'etica che tradizionalmente associamo ai conflitti».
La carriera cinematografica di Studi è stata segnata dalla rappresentazione di personaggi nativi americani, frequentemente antagonisti nelle trame. Ha interpretato il guerriero pawnee in Balla coi lupi, il nemico Magua ne L'ultimo dei Mohicani, il celebre Geronimo nel film di Walter Hill, e più recentemente il leader Eytukan nella trilogia di Avatar di James Cameron. Nel suo percorso ha collaborato con mostri sacri del cinema come Robert De Niro, Al Pacino e Kevin Costner, costruendo una filmografia che lo ha reso un'icona del grande schermo.
Nonostante la carriera di successo, durante la masterclass Studi ha rivelato una ricerca ancora in corso: «Continuo a cercare la mia vera storia da raccontare». Questo desiderio di autenticità e significato rimane centrale nella sua visione artistica. La manifestazione barese gli riconosce questa dedizione al cinema con il premio Bif&st per l'Arte del cinema. La serata si concluderà con una performance speciale in cui Studi si esibirà insieme al pianista Emanuele Arciuli nello spettacolo Native Paths, dedicato alla poesia e alla musica delle culture native americane, completando così un tributo che unisce cinema, memoria storica e voce dei popoli originari.