La semifinale del playoff mondiale mette di fronte l'Italia e l'Irlanda del Nord a Bergamo, ma il confronto dei valori di mercato racconta già la storia della partita. Il centrocampista azzurro Sandro Tonali, con una quotazione di 80 milioni di euro, vale pressoché quanto l'intera nazionale nordirlandese, valutata complessivamente a 95,68 milioni. Sulla carta il divario appare incolmabile, eppure nel calcio le gerarchie economiche non sempre si traducono in risultati sportivi.

La nazionale azzurra conserva un archivio poco lusinghiero quando incontra avversari teoricamente alla portata. Dalla sconfitta contro la Corea del Nord al Mondiale inglese del 1966 fino all'eliminazione più recente per mano della Macedonia del Nord nei playoff per Qatar 2022, gli esempi di sorprese negative non mancano. La stessa Irlanda del Nord è protagonista di uno dei capitoli più dolorosi: nel 1958 impedì all'Italia di qualificarsi al Mondiale, una ferita ancora viva nella memoria del calcio italiano. Sessantotto anni dopo, le due nazionali si ritrovano di nuovo faccia a faccia, con una posta in gioco ancora più alta.

I nordirlandesi giocano un calcio tradizionale britannico, schierandosi con un modulo 5-4-1 e contando su una rosa sparsa tra Premier League, Championship e League One. L'allenatore Michael O'Neill, attualmente impegnato anche sulla panchina del Blackburn dal febbraio scorso, occupa il 69esimo posto nel ranking mondiale e fonda la propria strategia sulla battaglia fisica e sulla solidità difensiva piuttosto che sulla brillantezza tecnica. Gli stessi media nordirlandesi ripropongono il paragone con il 1958, quando riuscirono addirittura a creare un caso diplomatico presso il governo di Roma.

A complicare ulteriormente la situazione per l'Irlanda del Nord arriva la perdita di due elementi chiave poco prima dello scontro con gli Azzurri. L'esterno destro Conor Bradley del Liverpool, valutato 30 milioni di euro e rappresentante da solo circa un terzo della quotazione totale della nazionale, e il difensore Daniel Ballard dello Sunderland non potranno scendere in campo. Nonostante queste assenze significative, O'Neill continua a proclamare che la pressione ricade interamente sull'Italia, sottolineando come i suoi uomini non abbiano nulla da perdere. È lo stesso allenatore che nel 2016 guidò la nazionale nordirlandese a un'impresa memorabile, riportandola a una fase finale dopo trent'anni di assenza agli Europei, con l'ultimo successo risalente al Mondiale messicano del 1986.