Un episodio di violenza e rapina ha scosso Torino in marzo, quando una donna con disabilità motoria è stata aggredita in strada insieme alla figlia dicianovenne. L'11 di quel mese, i due malviventi a bordo di un monopattino hanno avvicinato la coppia, dando inizio a una sequenza brutale di violenza durante la quale è stata perpetrata una rapina in piena regola nel quartiere torinese.

Secondo la ricostruzione fornita dalle forze dell'ordine, uno dei due aggressori ha colpito ripetutamente la giovane, ferendola nel tentativo di sottrarsi al suo intervento. Nel mentre, l'altro complice si è scagliato contro la madre in carrozzina, strappandole dal collo due collane realizzate in oro. I due hanno quindi tentato la fuga utilizzando il mezzo con cui erano arrivati, lasciando le vittime sotto shock e sofferenti dalle lesioni subite.

I carabinieri della compagnia Oltre Dora, operanti nel territorio torinese, hanno avviato subito un'indagine serrata per identificare gli autori del gesto criminale. A distanza di alcuni giorni dalle indagini investigative, i militari hanno individuato con certezza i due responsabili: si tratta di un cittadino marocchino di 23 anni senza domicilio fisso, già conosciuto negli ambienti delle forze di polizia, e di un connazionale coetaneo di 29 anni, anch'egli privo di una residenza stabile.

Per il più giovane dei due è scattato il fermo per i reati di rapina aggravata commessa in concorso e lesioni personali aggravate in concorso. Sebbene il primo fermo non sia stato successivamente convalidato dall'autorità giudiziaria, il giudice per le indagini preliminari ha comunque disposto un decreto di carcerazione nei confronti del ragazzo, disponendone l'arresto definitivo. Rimane ancora da chiarire la posizione del complice più anziano all'interno dei procedimenti giudiziari in corso.