Neuberger Berman, una delle principali società globali di gestione patrimoniale, offre una prospettiva contenutamente positiva sulla durata dello scontro geopolitico che coinvolge l'Iran. Secondo le valutazioni condotte dalla manager Rebekah McMillan, le tensioni dovrebbero risolversi nel giro di poche settimane, evitando dunque un'escalation prolungata che avrebbe conseguenze devastanti sui mercati finanziari internazionali.
Nel suo approfondimento sugli effetti macroeconomici del conflitto nel lungo periodo, McMillan mantiene un atteggiamento fondamentalmente orientato al rialzo, pur non nascondendo una certa prudenza. L'analista riconosce infatti che il panorama geopolitico attuale presenta numerose variabili imponderabili che potrebbero alterare le previsioni iniziali, consigliando quindi ai gestori di portafoglio di non sottovalutare i rischi sistemici.
Gli effetti della volatilità sui mercati rimangono comunque significativi nel breve-medio termine. Per questa ragione, Neuberger Berman sconsiglia vivamente di assumersi posizioni direzionali nette, ovvero investimenti concentrati su una sola direzione rialzista o ribassista. Una simile strategia espone il risvolto degli investimenti a rischi eccessivi in un contesto caratterizzato da incertezza.
La società statunitense raccomanda invece una gestione più conservativa, basata sul mantenimento di margini di manovra significativi. Secondo questa logica, conservare una quota rilevante di liquidità e diversificare il portafoglio attraverso strumenti opzionali consente agli investitori di reagire prontamente qualora la situazione geopolitica si evolvesse in modo inatteso. Una simile filosofia permette di cogliere opportunità di mercato mantenendo protezione dai ribassi improvvisi.