Dopo una carriera trentennale come pediatra di base a Venezia, Vittorio Urbani ha scelto di dedicarsi completamente al volontariato presso il poliambulatorio di Emergency nel quartiere napoletano di Ponticelli. La decisione arriva al culmine di una vita professionale caratterizzata da un approccio olistico alla medicina, dove il medico non si limita a curare il singolo paziente ma si prende cura dell'intero nucleo familiare, ascoltando le ansie e i bisogni che spesso rimangono nascosti dietro una visita di routine.

Negli anni trascorsi tra Marghera e il capoluogo veneto, Urbani ha accumulato esperienze significative: ha visitato bambini di famiglie migranti costretti ad affrontare barriere linguistiche e culturali, ha incontrato genitori in crisi economiche incapaci di pagare il riscaldamento domestico, ha ascoltato storie di donne fuggite da situazioni di violenza domestica. "Un giorno una bimba di cinque anni arrivò con un signore che parlava solo urdu", racconta il pediatra, descrivendo il disagio provato nell'impossibilità di comunicare adeguatamente senza un mediatore culturale. Questi episodi hanno consolidato la convinzione che la medicina moderna, frammentata in specializzazioni e procedure burocratiche, dimentica spesso l'umanità del paziente.

La pensione è arrivata quando Urbani, osservando dalla vaporetto di Venezia un ex piccolo paziente ormai adulto con i capelli grigi, ha compreso che era giunto il momento di mollare la presa. L'approdo a Emergency è risultato naturale, attraverso la mediazione della collega Sandra Cozzani, trasformandosi in una nuova missione professionale dove volontariato e dedizione si intrecciano quotidianamente.

Proprio da questa esperienza clinica è germogliato il progetto "Cura e Arte", un'iniziativa ambizionante che prevede di trasformare la relazione medico-paziente in un'esperienza creativa. I bambini sono invitati a commissione opere artistiche durante i loro percorsi di cura, trasformando l'ambulatorio da luogo di sofferenza a spazio di espressione personale. L'idea di un "giro d'Italia" di queste creazioni intende portare visibilità alle storie dei pazienti di Emergency e alla loro resilienza, evidenziando come l'arte possa costituire un elemento terapeutico complementare alla medicina tradizionale.