Nicola Gratteri, procuratore capo della Repubblica di Napoli, è tornato a difendersi dalle critiche ricevute negli ultimi mesi, utilizzando stavolta la platea di DiMartedì su La7. Il magistrato ha risposto direttamente alle contestazioni mosse dal giornalista Nicola Porro, invitandolo esplicitamente a consultare dati e risultati elettorali prima di formulare giudizi. «Studiate bene i numeri, le mappe», ha detto Gratteri con tono tagliente, confermando che il verdetto referendario gli ha già dato piena legittimazione.

Durante l'intervista con Giovanni Floris, il procuratore ha anche voltato pagina rispetto alla polemica che lo ha visto contrapposto al Foglio nei mesi precedenti il voto. «Dopo aver vinto il referendum in modo così chiaro, sono pronto a chiudere questo capitolo» ha dichiarato, precisando che non presenterà querele contro il giornale diretto da Claudio Cerasa. Gratteri ha reinterpretato le sue precedenti frasi sui «conti da fare» dopo il voto, negando categoricamente che contenessero minacce: «Non era una minaccia. Significava semplicemente che avrei avuto tempo di valutare eventuali diffamazioni, ma il risultato referendario ha ormai chiuso la questione».

Sulla critica specifica di Porro, che aveva accusato Gratteri di aver «piagnucolato» su mafiosi e massoni deviati per spiegare il No in Calabria e altrove, il procuratore ha fornito una controreplica puntuale e documentata. Ha sottolineato come il No abbia prevalso in tutte le province calabresi eccetto Reggio Calabria, nonché nel distretto di Catanzaro dove lui stesso ha operato per sette anni. «Il popolo ha creduto nella legalità grazie al nostro lavoro», ha affermato. Tuttavia, il dato più significativo riguarda proprio la provincia di Reggio Calabria, dove il Sì ha raggiunto il 90% in comuni sciolti per mafia anche tre o quattro volte.

L'analisi si è poi estesa alla Campania, dove Gratteri ha rilevato come il Sì abbia vinto principalmente nei comuni della provincia di Caserta caratterizzati dalla più alta densità di presenza del clan dei Casalesi. Questi numeri, secondo il magistrato, contraddicono pienamente le critiche ricevute e dimostrano invece una correlazione diretta tra operosità anti-mafia e fiducia istituzionale. Il procuratore ha concluso rivolgendosi ancora a Porro: «Prima di fare ragionamenti affrettati, consultate bene i dati e le mappe».

Il magistrato ha inoltre commentato le immagini delle celebrazioni dei magistrati napoletani dopo la vittoria del No, rivendicando di essere stato personalmente in ufficio a lavorare. Pur ritenendo comprensibile l'euforia collettiva per una battaglia psicologicamente impegnativa, Gratteri ha precisato che non è nel suo stile festeggiare, nemmeno il proprio compleanno. Ha tuttavia riconosciuto quanto emotivamente pesante sia stato il periodo: i mesi precedenti il referendum avevano generato ansia diffusa sull'esito della consultazione.