L'ospedale Cotugno di Napoli si trova di fronte a una situazione epidemiologica preoccupante legata alla diffusione dell'epatite A. Secondo quanto riferito da Novella Carannante, infettivologa della struttura partenopea, sono attualmente sessanta i pazienti ricoverati nei reparti dedicati, tre dei quali necessitano ancora dell'assistenza del pronto soccorso. Il mese di marzo ha registrato un numero complessivo di ottantanove contagi, cifra che rappresenta un picco assoluto nel corso dell'anno.
Malgrado alcuni segnali incoraggianti degli ultimi giorni, incluse diverse dimissioni e una leggera diminuzione dei nuovi accessi, la situazione resta critica. Anche nella giornata odierna sono stati registrati sette nuovi ricoveri, confermando che il contagio continua a propagarsi. Lo scenario si complica ulteriormente alla vigilia delle celebrazioni pasquali, periodo tradizionalmente caratterizzato in Campania dal consumo massivo di frutti di mare, soprattutto durante il giovedì santo.
I dati epidemiologici indicano chiaramente i mitili come principale veicolo di trasmissione del virus. Tutti i pazienti ricoverati fino a questo momento hanno consumato questo tipo di molluschi nei giorni precedenti il ricovero, con un caso particolarmente significativo che ha coinvolto frutti di mare provenienti da ben cinque diversi punti vendita. Carannante ha specificato che, attualmente, non risultano contagi riconducibili al consumo di frutta e verdura cruda.
L'infettivologa ha fornito raccomandazioni precise per ridurre il rischio di contagio durante le festività. I frutti di mare devono essere consumati dopo una cottura adeguata, mentre frutta e verdura richiedono un lavaggio accurato e prolungato. Particular attenzione è stata dedicata al sushi: Carannante ha sconsigliato esplicitamente il consumo di questo alimento nel periodo attuale, poiché l'abbattimento a freddo, comunemente utilizzato per ridurre i rischi microbiologici, si rivela completamente inefficace contro il virus dell'epatite A.
L'emergenza sanitaria rappresenta un test significativo per i sistemi di prevenzione regionale proprio mentre la popolazione si prepara alle celebrazioni pasquali, periodo caratterizzato da una maggiore socialità e consumo di alimenti potenzialmente a rischio.