Un retroscena affascinante emerge dal podcast DoppioPasso, dove l'ex difensore Gianluca Atzori ha svelato un lato inedito di Massimiliano Allegri, allontanandosi dall'immagine dell'allenatore rigoroso che domina le panchine di Serie A. Parliamo del Allegri calciatore, preciso ai tempi della militanza al Perugia nella squadra guidata da Galeone durante la stagione 1995-96, quando il futuro manager si distingueva anche per una particolare passione: il gioco d'azzardo. Secondo la testimonianza di Atzori, Allegri non solo amava frequentare i casinò, ma sapeva anche come muoversi in quegli ambienti con disinvoltura.
La storia ha inizio dopo una vittoria della squadra a Venezia. Allegri aveva promesso ai compagni Atzori e Cristiano Giunti che, in caso di successo, sarebbero andati insieme al casinò. Per l'occasione, li aveva esortati a portare anche gli abiti formali. Una volta mantenuta la promessa, i tre si presentarono al tavolo con 500mila lire a testa da affidare al futuro tecnico, che assunse il ruolo di giocatore principale. Per Atzori era territorio inesplorato: "Non ero mai stato in un casinò", confessa l'ex difensore, descrivendo la scena di un croupier che faceva girare la pallina sulla roulette.
Il primo colpo si rivela decisivo e clamoroso. Allegri piazza una giocata e la pallina si ferma sul numero prescelto, regalando una vincita di 36 volte la puntata iniziale. "Max si eccitò come un bambino", racconta Atzori con un sorriso nel ricordo. Incoraggiato dal successo, Allegri non si ferma: rilancia, raddoppia l'importo in gioco e colpisce nuovamente. Il bottino complessivo raggiunge i 10 milioni di lire totali dalle due mani consecutive.
Ciò che accade subito dopo sorprende completamente Atzori. Senza esitazione, Allegri estrae 2 milioni di lire dal mucchio di vincite e li consegna al croupier come mancia. Una generosità che sconcerta l'ex calciatore, che lo affronta direttamente: "Lo presi dal petto e gli dissi: 'Qui ci sono anche i miei soldi, 2 milioni ma sei pazzo?'". Solo in seguito Atzori comprende la logica sottesa a quel gesto apparentemente folle. Una mancia così generosa, infatti, crea un incentivo per il croupier a "guidare" la pallina verso i numeri giocati, assicurando ulteriori profitti. Che sia effettivamente così o semplice leggenda del gioco d'azzardo, l'aneddoto restituisce l'immagine di un Allegri giovane, spregiudicato e a proprio agio anche nei tavoli da gioco.