Carlo Nordio si è presentato mercoledì alla Camera per difendere la sua permanenza al vertice del ministero della Giustizia, ma lo ha fatto in condizioni che fotografano il momento difficile che il governo attraversa. Durante il Question Time, l'emiciclo ha mostrato uno spettacolo poco rassicurante per l'esecutivo: una decina di deputati di Fratelli d'Italia presenti, mentre i banchi di Forza Italia e Lega risultavano praticamente vuoti. Una assenza di massa che stride vistosamente con la battaglia difensiva del Guardasigilli.
Nordio ha ribadito con fermezza che «non esiste alcun motivo per cui il ministro della Giustizia debba abbandonare il suo incarico». Ha sottolineato di essersi assunto personalmente la responsabilità politica del fallimento del referendum sulla giustizia, ma ha ricordato che il governo e Palazzo Chigi gli hanno confermato la fiducia. Accanto a lui sedevano il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e il vicepremier Antonio Tajani, titolare degli Esteri, anche loro sottoposti a interrogazioni. Tajani, tuttavia, non ha trattenuto a lungo la sua presenza in Aula, abbandonando il banco prima della conclusione dei lavori.
Sull'altra sponda parlamentare è arrivato un fuoco di fila di critiche e richieste di dimissioni. Il deputato dem Federico Gianassi ha evidenziato le contraddizioni del ministro: «Ieri dichiarava che Delmastro avrebbe chiarito la sua posizione, poche ore dopo si è dimesso. Diceva che Bartolozzi sarebbe rimasta, e dopo poco anche lei si è dimessa». La situazione è diventata insostenibile quando, dopo questi eventi, Meloni ha commissariato direttamente Nordio, imponendo le dimissioni della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi in seguito al risultato negativo del referendum.
Maria Elena Boschi di Italia Viva ha attaccato con durezza: «Lei rappresenta simbolicamente la sconfitta. La sua esperienza nel governo è conclusa: liberi il ministero e consenta alla giustizia italiana di tornare a funzionare». Ha poi sottolineato come la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si stia sottraendo al confronto in Aula, delegando completamente il compito di rispondere alle pressioni al suo ministro. Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana e altre forze dell'opposizione hanno proseguito sulla medesima linea, chiedendo al titolare della Giustizia di trarrne le conseguenze e dimettersi.
Questa scena riassume perfettamente il quadro politico attuale: un ministro che si difende da solo, circondato dal silenzio imbarazzato degli alleati di governo, mentre l'opposizione lo incalza senza tregua. I banchi vuoti della maggioranza raccontano più di mille parole della difficile posizione di Nordio e del malessere che attraversa le file della coalizione dopo la sconfitta referendaria.