Una nuova era per uno dei templi della ristorazione milanese. Ieri, nel campus del Politecnico alla Bovisa, Alessandro Negrini e Fabio Pisani hanno svelato "Territori", un ambizioso progetto che trasforma l'esperienza culinaria di Aimo e Nadia in un modello condiviso aperto a chiunque voglia partecipare. I due chef, che hanno ereditato il prestigioso ristorante stellato Michelin fondato nel 1962 da Aimo Moroni e sua moglie Nadia, intendono rendere accessibile la propria filosofia di lavoro, costruita su decenni di ricerca e dedizione gastronomica.
Il progetto ruota attorno a tre pilastri fondamentali: le persone, i saperi e i contesti territoriali. Non si tratta semplicemente di un'iniziativa commerciale, ma di uno spazio digitale e concreto destinato a raccogliere contenuti e riflessioni sui territori italiani attraverso il dialogo costante con fornitori, partner, istituzioni formative e clienti. Negrini, originario della Valtellina, e Pisani, pugliese, hanno scelto di mettere in comune le pratiche quotidiane che animano il Luogo di Aimo e Nadia in via Montecuccoli, oltre ai suoi complementari Aimo e Nadia BistRO e Vòce, creando così un circolo virtuoso centrato sulle persone.
La struttura di Territori si articola su tre dimensioni interconnesse. Quella sociale enfatizza il rapporto di stima e reciprocità tra chef e produttori, riconosciuti come custodi della biodiversità e della memoria culinaria nazionale. La dimensione economica sottolinea come l'acquisto consapevole di materie prime rappresenti un sostegno diretto ai coltivatori e agli allevatori, permettendo loro di mantenere la stabilità necessaria per innovare i processi produttivi e migliorare le condizioni di lavoro. Infine, la componente culturale mira alla formazione di nuovi professionisti e alla diffusione di una consapevolezza gastronomica che sappia unire tradizione e innovazione.
Il nome Territori non è casuale: è lo stesso nome con cui Negrini e Pisani hanno battezzato il menu degustazione del loro locale principale, una scelta che sottolinea il legame indissolubile tra la proposta culinaria e la valorizzazione dei contesti geografici e umani che la generano. Con questa mossa strategica, i due chef confermano la loro volontà di cambiare il paradigma della ristorazione d'eccellenza, trasformandola da esperienza elitaria a modello di condivisione e crescita collettiva.