Dopo oltre un anno di paralisi dovuta al boicottaggio della maggioranza, la Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai ha ripreso i lavori. Protagonista della seduta di martedì è stata l'audizione dell'amministratore delegato Giampaolo Rossi, chiamato a rendicontare sulla situazione del servizio pubblico radiotelevisivo in un momento particolarmente delicato per l'azienda e per il Paese. La riunione rappresenta un punto di svolta dopo un lungo congelamento istituzionale che aveva lasciato la Rai senza un organismo di controllo parlamentare attivo.

Barbara Floridia, presidente della Commissione e senatrice del Movimento Cinque Stelle, ha inquadrato la ripresa dei lavori come una priorità strategica. Ha sottolineato come l'Italia sia in una fase critica, con il rischio di una procedura di infrazione europea per il mancato recepimento della direttiva europea sulla libertà dei media e con una riforma della Rai ancora ferma da mesi. "Questo è il momento di ridar vita alla nostra funzione di garanzia e di controllo" ha affermato Floridia, evidenziando come il ritorno a democrazia più intensa e i prossimi appuntamenti elettorali richiedono una Vigilanza Rai effettivamente operante.

Nella sua esposizione, Rossi ha difeso il bilancio dell'azienda portando esempi dei principali successi ottenuti. Ha riconosciuto il calo della platea televisiva complessiva, ma ha evidenziato come la Rai continui a puntare su contenuti di qualità e su eventi di grande richiamo capaci di attirare numeri significativi. Ha citato le Olimpiadi, i Mondiali e il Festival di Sanremo edizione 2026, definendo quest'ultima "grandiosa" nonostante le complicazioni dovute al cambio di data per fare spazio alle Olimpiadi e alla crescente controprogrammazione dei competitor. Secondo l'amministratore delegato, il Festival è risultato la quarta edizione più seguita negli ultimi trent'anni.

Dall'opposizione parlamentare sono però arrivate critiche durissime. Dario Carotenuto, capogruppo pentastellato in Commissione, ha denunciato una chiara perdita di competitività rispetto a Mediaset negli ascolti e un parallelo calo di credibilità rispetto a La7. Ha inoltre contestato la presentazione di Rossi per aver mancato di affrontare questioni cruciali come il silenzio dei telegiornali Rai su vicende di rilievo politico, come il caso Delmastro che per giorni non è stato coperto dalle edizioni di Tg1 e Tg2. Carotenuto ha messo in discussione l'autorevolezza stessa di un servizio pubblico che, secondo lui, appare incapace di svolgere la sua funzione di informazione indipendente proprio nel momento in cui sempre più cittadini si informano attraverso i social e abbandonano il consumo di televisione tradizionale.