Nella notte tra lunedì e martedì, una petroliera battente bandiera straniera e controllata da un'azienda di trasporti turca ha subito un attacco nel Mar Nero, nei pressi di Istanbul. L'esplosione ha interessato la sala macchine della nave, che in quel momento stava trasportando un carico di petrolio greggio proveniente dalla Russia verso destinazioni ancora da chiarire.
A confermare l'accaduto è stato il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu, che ha rilasciato dichiarazioni durante un'intervista televisiva sulla rete 24Tv. Secondo il funzionario, l'equipaggio ha segnalato l'esplosione al centro di coordinamento delle emergenze poco dopo la mezzanotte, permettendo ai soccorsi di intervenire rapidamente. La struttura della sala motori sarebbe stata colpita da un'azione deliberata, secondo le prime valutazioni delle autorità turche.
Determinante per le indagini è stata la precisione dell'attacco. Il ministro ha escluso il coinvolgimento di droni aerei, sostenendo invece che il colpo sia stato sferrato da un veicolo senza equipaggio che si muoveva a livello della superficie marina. Questa natura dell'attacco suggerisce una preparazione accurata e una conoscenza approfondita delle posizioni e della rotta della nave.
Fortunatamente, nessuno dei 27 marinai a bordo ha subito lesioni. Le squadre di soccorso e le forze di sicurezza competenti sono state prontamente dispiegate nell'area per assistenza e investigazione. Le autorità turche hanno sottolineato che il monitoraggio della situazione continua senza interruzioni, mentre si attendono sviluppi sulla natura dell'attacco e sulle possibili responsabilità.