Dalla capitale francese, dove partecipava alla presentazione del Rapporto Gem 2026, il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha lanciato un messaggio di vicinanza all'insegnante ferito nell'aggressione avvenuta ieri mattina in provincia di Bergamo, colpito con un coltello da uno dei suoi alunni. Nel suo intervento presso la sede dell'Unesco, dove si riunivano esponenti dell'istruzione da tutto il mondo, il ministro ha sottolineato come chi dedica la propria vita a formare le nuove generazioni non possa essere esposto a simili rischi e ha augurato una rapida guarigione al docente. Valditara ha inoltre richiamato l'attenzione sui pericoli correlati all'uso irresponsabile dei social network, identificandoli come fattore aggravante dietro episodi di violenza scolastica.
L'occasione parigina è stata significativa per un'altra ragione: l'Italia è stata designata a ricoprire il ruolo di coordinatore del Gruppo dei Paesi occidentali presso l'Unesco per il biennio 2026-2027, con responsabilità nel Comitato direttivo incaricato di guidare l'avanzamento verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030, in particolare quello dedicato all'istruzione di qualità accessibile a tutti. Si tratta di un riconoscimento della leadership italiana in materia educativa a livello globale.
Nell'intervento al summit internazionale, Valditara ha ripercorso i pilastri della strategia italiana per l'istruzione, ponendo l'accento sulla lotta all'esclusione scolastica come priorità nazionale. «L'Italia ha inserito il contrasto all'abbandono dei banchi tra le priorità della propria agenda», ha dichiarato il ministro, rimarcando l'importanza di considerare l'educazione non soltanto un diritto inviolabile, ma fondamentale per coesione sociale, sviluppo economico e partecipazione civile consapevole. A tal fine, il governo ha messo in campo strumenti come Agenda Sud e Agenda Nord, allineandosi pienamente con gli standard internazionali.
Tra le proposte italiane discusse a Parigi figurano anche l'implementazione di percorsi formativi e professionalizzanti che creino un collegamento concreto e efficace tra la scuola e l'inserimento lavorativo, nonché la necessità di ampliare il coinvolgimento dei rappresentanti studenteschi anche nei contesti decisionali internazionali. Questi elementi riflettono una visione dell'educazione come ponte tra presente e futuro, capace di fornire ai giovani strumenti sia teorici che pratici per affrontare le sfide del mercato del lavoro moderno.