Una coltre di fumo denso e soffocante ha trasformato Teheran in un luogo di oscurità totale nella mattinata del 26 marzo 2026. Secondo il racconto di Mohammad Tolouei, testimone diretto degli eventi, le enormi esplosioni udite durante la notte erano il risultato di attacchi coordinati contro i principali depositi petroliferi posizionati ai quattro angoli della capitale iraniana. L'intensità del fumo era tale che alle 8.35 del mattino la luce naturale era praticamente scomparsa, costringendo Tolouei a controllare l'ora sul telefono convinto che fosse ancora molto presto.

Le condizioni meteorologiche hanno aggravato significativamente la situazione. La neve caduta sulle montagne circostanti ha creato un fenomeno di inversione termica che ha intrappolato il fumo densissimo nell'atmosfera della capitale, impedendone la dispersione naturale. La moglie di Tolouei, vedendo l'oscurità innaturale e il cielo coperto di fuliggine, ha espresso il timore che gli attacchi avessero utilizzato uranio impoverito, ricordando il caso della Serbia durante i bombardamenti Nato, quando una foschia inizialmente sottovalutata si rivelò essere la conseguenza di bombardamenti con munizioni contenenti uranio, seguiti anni dopo da un aumento anomalo di tumori cutanei a Belgrado.

Uno dei depositi colpiti si trovava a meno di due chilometri dalla residenza di Tolouei. Quando si è recato sul luogo insieme a un amico, le scene di devastazione erano evidenti: colonne di fumo si innalzavano continuamente dal sito, con fiamme arancioni ancora visibili e vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di contenimento. L'automobile utilizzata per gli spostamenti, una Peugeot 206 bianca, è stata letteralmente rivestita di una spessa patina di fuliggine che nel giro di poche ore ne ha cambiato completamente l'aspetto esteriore, rendendola quasi irriconoscibile.

Il testimone descrive il momento come un evento che resterà impresso nella memoria collettiva della popolazione, sottolineando come chi ha assistito a questo giorno di buio artificiale non sarà più sorpreso da nulla. Il parallelo con il bombardamento alla raffineria di Shahran durante il conflitto precedente emerge come punto di riferimento, ma questa volta la documentazione visiva attraverso internet è risultata assente, rendendo il racconto diretto l'unica fonte di informazione immediata per la comunità internazionale. Le implicazioni economiche e ambientali di questi attacchi rimangono ancora da valutare completamente.