L'Unione Europea ha ufficialmente abbracciato l'approccio più rigoroso sull'immigrazione che caratterizza la politica del governo italiano. A Bruxelles, i rappresentanti di Fratelli d'Italia hanno sottolineato come il nuovo regolamento europeo sui rimpatri rappresenti di fatto l'adozione della linea defensiva promossa da Roma sull'intero continente.
Il regolamento appena definito sostituisce la precedente direttiva in materia e introduce un sistema comune più incisivo tra i Paesi europei. Tra le novità principali figurano procedure di rimpatrio più stringenti, misure di contenimento all'accesso nel territorio comunitario e, aspetto centrale, la possibilità di realizzare centri di rimpatrio in nazioni esterne all'Ue. Quest'ultimo punto rappresenta in particolare la formalizzazione europea del modello albanese già sperimentato dall'Italia.
Nicola Procaccini, copresidente dell'ECR, ha evidenziato come il nuovo quadro normativo confermi il cambio di strategia globale dell'Europa sul tema migratorio. "Quello che era un orientamento italiano è diventato un orientamento continentale", ha dichiarato ai giornalisti a Bruxelles, sottolineando il passaggio da un approccio passivo a uno proattivo nella gestione dei flussi migratori.
Alessandro Ciriani, eurodeputato di FdI, ha insistito sul significato più ampio della decisione europea, definendola un cambio di paradigma radicale. Secondo Ciriani, il nuovo regolamento consente finalmente all'Ue di gestire consapevolmente il fenomeno migratorio, superando quella che descrive come una contrapposizione priva di fondamento tra una posizione responsabile e presunte derive discriminatorie. Il regolamento, ha precisato l'esponente meloniano, rappresenta uno strumento tecnico volto a governare una questione complessa attraverso strumenti comuni europei ben definiti.