Gli ambienti vicini a Luigi Di Maio smentiscono categoricamente le ipotesi avanzate dal quotidiano Libero secondo cui la designazione di Jean Arnault a inviato speciale del segretario generale António Guterres avrebbe compromesso le prospettive dell'ex titolare della Farnesina per una posizione presso le Nazioni Unite. Le fonti ufficiali sottolineano con fermezza che tra i due fascicoli non sussiste alcun legame diretto.

Secondo quanto riportato dai portavoce di Di Maio, si tratta di due dossier radicalmente diversi sotto il profilo sia funzionale che temporale. La nomina di Arnault riguarda la gestione dell'emergenza geopolitica attuale in Medio Oriente, coinvolgendo direttamente Stati Uniti, Iran e Israele in una veste di mediazione immediata. Al contrario, la posizione di Coordinatore speciale dell'Onu per il processo di pace mediorientale, nota con l'acronimo Unsco, rappresenta un incarico strutturale e duraturo all'interno dell'architettura organizzativa delle Nazioni Unite, specificamente dedicato alla complessa questione israelo-palestinese.

La candidatura dello statista campano, precisano le medesime fonti, origina da una proposta formale presentatagli direttamente dall'organizzazione internazionale, ancora operativa nel sistema delle valutazioni. Tale procedura si caratterizza per una notevole articolazione amministrativa e temporale, senza esiti predeterminati. Fin dalle prime comunicazioni pubbliche, Di Maio ha mantenuto una posizione di cautela, evitando dichiarazioni trionfalistiche sulla pratica.

Nel frattempo, l'ex ministro persevera attivamente nel suo ruolo di Rappresentante speciale dell'Unione europea per gli affari del Golfo, operando concretamente sui tavoli diplomatici volti a ridurre le tensioni militari e preservare la stabilità regionale. Nel corso degli ultimi dieci giorni, ha intrapreso una tournée sistematica presso tutti i Paesi appartenenti al Consiglio di Cooperazione del Golfo, consolidando gli sforzi della diplomazia europea nel teatro mediorientale.