Una dichiarazione ufficiale della televisione di Stato iraniana ha confermato quello che i residenti di Teheran sospettavano da tempo: le autorità stanno arruolando bambini ancora in giovane età per svolgere incarichi legati alla sicurezza interna. Un portavoce delle Guardie rivoluzionarie, Rahim Nadali, ha annunciato pubblicamente che ragazzi appena dodicenni possono ora registrarsi volontariamente per prestare servizio alle forze di sicurezza della capitale.

Secondo quanto riferito da Nadali, il programma di reclutamento, denominato "Per l'Iran", mira a mobilitare giovani risorse per supportare sia le Guardie rivoluzionarie che il Basij, la milizia giovanile volontaria. Il funzionario ha descritto questi incarichi come parte della resistenza contro quello che le autorità definiscono il "bullo globale", un'espressione utilizzata per riferirsi agli Stati Uniti.

I compiti affidati ai giovanissimi reclute includono mansioni che vanno dalla raccolta di informazioni a scopo di sicurezza alle operazioni di pattugliamento vero e proprio. Inoltre, i minori sarebbero coinvolti nell'organizzazione di posti di controllo notturni con automobili dislocate in diversi quartieri della città. Da quando è iniziato il conflitto, i posti di blocco si sono moltiplicati in tutta Teheran, e testimonianze di cittadini hanno segnalato la presenza di adolescenti in abiti civili, talvolta armati di mitragliatrici, incaricati di controllare il passaggio.

Questa scelta rappresenta un abbassamento significativo della soglia d'età per l'arruolamento nelle forze di sicurezza iraniane, sollevando questioni delicate riguardanti i diritti dell'infanzia e l'impiego di minori in attività militari. La campagna "Per l'Iran" intende quindi ampliare il bacino di reclute disponibili, attingendo anche da una popolazione di giovani che normalmente non sarebbe considerata idonea al servizio armato in contesti internazionali.