Domani mattina a Caracas è in programma una marcia pacifica che vedrà riuniti madri, parenti e difensori dei diritti umani in una richiesta accorata al Vaticano. Il corteo, organizzato dal Comitato per la libertà dei prigionieri politici, partirà alle 11 da Plaza Venezuela e raggiungerà la sede diplomatica della Santa Sede in avenida La Salle. L'iniziativa rappresenta un nuovo appello alla comunità internazionale affinché agisca concretamente sulla questione dei detenuti nelle carceri venezuelane.
Gli organizzatori hanno scelto il silenzio come strumento comunicativo più potente: i partecipanti porteranno candele accese e fotografie dei loro cari ancora in carcere, trasformando la processione in un atto commemorativo carico di significato. Con questo gesto intendono sottolineare un messaggio cruciale: dietro ogni numero di detenuti ci sono vite spezzate, famiglie distrutte, persone reali che soffrono.
La mobilitazione mira a mantenere alta l'attenzione internazionale sulla situazione dei prigionieri politici in Venezuela e a sollecitare la Chiesa cattolica a non abbandonare il suo ruolo di intercessore. Gli organizzatori chiedono esplicitamente che il Vaticano continui a stare al fianco delle vittime e dei loro nuclei familiari, traducendo questo accompagnamento anche in denunce pubbliche nei consessi internazionali. La presenza della comunità ecclesiastica è vista come fondamentale per amplificare la voce dei più deboli e per esercitare pressione diplomatica sulle autorità locali.