L'Unione europea schiera tutte le sue risorse diplomatiche per contenere la crisi mediorientale. Domani il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la carica massima della Commissione Ursula von der Leyen presiederanno una videoconferenza con i principali leader della regione del Golfo. L'incontro avrà l'obiettivo di analizzare insieme l'evoluzione dello scenario geopolitico e identificare strategie concrete per evitare un ulteriore aggravamento della situazione. Sul tavolo anche le iniziative che l'Ue e i suoi Stati membri intendono mettere in campo per sostenere i Paesi della zona.

La mobilitazione brussellese non si ferma qui. Il presidente francese Emmanuel Macron ha già preso contatti telefonici tanto con Donald Trump quanto con il leader iraniano Massoud Pezeshkian, in preparazione della sua missione a Cipro prevista per domani. Costa, invece, si recherà mercoledì a Baku per discutere con le autorità azere sia delle questioni energetiche sia della situazione mediorientale. Questa fitta trama di contatti rimette in evidenza la determinazione delle istituzioni europee di mantenere canali aperti e costruttivi con tutti gli attori regionali.

Gli europei sottolineano con forza la necessità di una soluzione attraverso i negoziati. Giovedì scorso i ministri degli Esteri del gruppo dei Ventisette si sono già confrontati con i loro colleghi del Consiglio di cooperazione del Golfo, e hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta che ribadisce il diritto alla difesa degli Stati del Golfo dagli attacchi iraniani, ma anche l'importanza del rispetto della normativa internazionale e della tutela della popolazione civile. Macron ha parlato chiaramente con il presidente iraniano, intimando a Teheran di cessare immediatamente le operazioni contro i Paesi vicini e di garantire libertà di transito nello Stretto di Hormuz. Ha inoltre denunciato le iniziative nucleari e i programmi missilistici dell'Iran come fattori di destabilizzazione cronica nella regione.

Ciò che preoccupa maggiormente Bruxelles sono però gli effetti economici concreti dell'escalation. Il rischio che le rotte commerciali e le vie di transito energetico subiscano ulteriori interruzioni rappresenta una minaccia diretta alla prosperità europea. Per affrontare questo versante, domani si riuniranno i ministri delle Finanze del G7 per discutere le ricadute della crisi. Nei due giorni seguenti la questione tornerà in primo piano nelle riunioni dei ministri dell'Economia sia nell'ambito dell'Eurogruppo che nel Consiglio Ecofin. Una task force dell'Unione dell'energia per lo Spazio economico europeo è stata convocata sempre per domani per coordinare le risposte dal lato energetico.

In sostanza, l'Europa tenta di costruire un fronte unito che sappia ascoltare tutte le parti senza schierarsi in modo rigido, perseguendo l'obiettivo di calmare le tensioni prima che il conflitto dilaghi ulteriormente. Gli organi esecutivi dell'Ue dialogano costantemente con i partner regionali, mentre i singoli Stati mantengono rapporti bilaterali diretti con gli attori principali dello scenario mediorientale.