Il tavolo del G7 esteri in Francia è stato teatro di un acceso dibattito sulla guerra in Ucraina, tema che l'Unione Europea considera strategico per la propria sopravvivenza. Al centro della contesa il disaccordo sulla pressione da esercitare sulla Russia per farla cedere nei negoziati. Kaja Kallas, alto rappresentante Ue ed ex premier estone, ha messo sotto interrogatorio il segretario di Stato americano Marco Rubio, chiedendogli con insistenza quando gli Stati Uniti decideranno finalmente di irrigidire la posizione verso Mosca, come aveva promesso un anno prima.
Secondo quanto ricostruito dall'agenzia Axios, Kallas ha ricordato le parole pronunciate da Rubio dodici mesi fa, quando aveva assicurato che l'esaurimento della pazienza americana avrebbe portato a nuove sanzioni qualora la Russia continuasse a sabotare i tentativi di pace. "È trascorso un anno e il Cremlino non ha mosso un passo", ha scandito Kallas. "Quando scadrà la vostra pazienza?". La domanda ha irritato visibilmente l'americano, che ha replicato alzando la voce: "Stiamo facendo tutto il possibile per terminare il conflitto. Se credete di poter fare meglio, fatelo pure. Noi ci tireremo indietro".
Il botta e risposta riflette due visioni contrapposte: Kallas sostiene che solo una linea intransigente, specchio della fermezza russa al tavolo negoziale, possa strappare concessioni reali. Gli Stati Uniti, invece, sembrano privilegiare una strada diplomatica che non chiuda completamente le porte al dialogo. A confermare il clima teso anche lo scontro tra Rubio e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha accusato l'amministrazione Trump di chiedere a Kiev di rinunciare al Donbass in cambio di garanzie di sicurezza. Rubio ha smentito categoricamente l'affermazione, definendola una menzogna.
Intanto, le operazioni militari russe continuano senza tregua: nella sola giornata di oggi, sessanta droni hanno colpito Odessa, provocando almeno un morto e numerosi feriti. In questo contesto, Zelensky ha intrapreso un tour diplomatico nel Golfo Persico, incontrando i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, probabilmente alla ricerca di tecnologie per contrastare gli attacchi aerei iraniani e russi.
Dopo l'acceso scambio in plenaria, Kallas e Rubio si sono appartati brevemente per stemperare gli animi. Un portavoce europeo ha sottolineato che gli incontri del G7 servono proprio a questo: discutere apertamente, confrontarsi e scambiarsi vedute sincere, piuttosto che seguire copioni già scritti. Diversi ministri europei presenti hanno comunque insistito affinché Washington proseguisse negli sforzi diplomatici tra Mosca e Kiev, evidenziando come il coordinamento transatlantico rimanga cruciale nonostante le divergenze tattiche.