Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d'Italia al gruppo ECR del Parlamento europeo, interpreta la vittoria elettorale in Ungheria come un cambiamento fisiologico dopo un governo durato un decennio e mezzo. A margine dell'evento "Promuovere l'eccellenza" organizzato a Verona, il parlamentare ha sottolineato come la popolazione ungherese abbia manifestato una chiara volontà di rinnovamento, concentrando il proprio voto su un'unica formazione politica.

Secondo Fidanza, dietro il risultato elettorale ci sono ragioni specificamente nazionali: scandali e accuse di corruzione hanno pesantemente condizionato le scelte degli elettori. Allo stesso tempo, ha evidenziato come la sinistra ungherese sia praticamente scomparsa dalla scena politica, mentre il vincitore - un candidato di area moderata proveniente dal partito di Orban - è stato il principale beneficiario di questa voglia di cambio di rotta.

Ma la vera sfida inizia ora. Fidanza ha annunciato che Fratelli d'Italia valuterà il nuovo primo ministro Magyar con un approccio rigoroso, guardando ai fatti concreti. Su questo fronte, il capodelegazione non ha risparmiato critiche, citando il comportamento tenuto dal nuovo governo nella questione ucraina: sia Magyar che il suo partito, secondo quanto testimoniato da Fidanza in qualità di europarlamentare, avrebbero mantenuto un profilo molto basso e discreto, tanto da attirare il rimprovero ufficiale del gruppo Partito Popolare Europeo tramite lettera, in particolare per non aver votato il pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro destinato a Kiev.

Nonostante ciò, il governo italiano mantiene un atteggiamento di massimo rispetto verso le scelte democratiche dei cittadini ungheresi e rimane disponibile alla collaborazione. Fidanza ha sottolineato come Roma e Budapest potrebbero trovarsi d'accordo su questioni chiave come la gestione dei flussi migratori e la necessità di rivedere il Green Deal europeo, proprio come accaduto recentemente con la Polonia dopo il cambio di governo in quel Paese.